Coralli
in foto: Coralli

I ricercatori dell'Hawaii Institute of Marine Biology, diretti dall'esperta Ruth Gates, stanno combattendo contro il tempo e i cambiamenti climatici sviluppando un nuovo tipo di coralli che sia capace di contrastare le future condizioni degli oceani e che possa essere utilizzato per rendere le stesse barriere coralline più resilienti e resistenti. La ricerca è partita dalla consapevolezza che i coralli marroni sopravvivono di più e meglio rispetto agli altri che invece perdono il loro colore, proprio questo è un forte segnale dello stress che questi esseri viventi stanno subendo.

Quando un corallo perde il suo colore significa che sta per morire, spiega la ricercatrice, il che significa che non potrà più essere d'aiuto agli animali che ospitava, così la morte di un essere vivente, diventa un problema anche per altre creature. Questa grave perdita di coralli, si stima che in 20 anni siano stati colpiti da scolorimento il 30% delle nostre barriere coralline, è conseguenza dell'innalzamento delle temperature dei mari che portano le micro alghe, che vivono nei tessuti dei coralli (e che conferiscono loro il colore), ad andarsene. I coralli a questo punto iniziano a deteriorarsi fino a dissolversi completamente.

I nuovi studi sui coralli realizzati dall'Hawaii Institute of Marine Biology e dalla stessa Ruth Gates dovrebbero portare alla formazione di super coralli abbastanza forti da contrastare le temperature e garantire la sopravvivenza delle barriere coralline.

Il progetto della ricercatrice è sovvenzionato anche dalla Vulcan, un'azienda del co-fondatore della Microsoft, Paul Allen, che al momento ha offerto 4 milioni di dollari per aiutare la Gates. Altri soldi arrivano anche dal filantropo Pam Omidyar che, nel 2009, ha donato un microscopio confocale del valore di 1 milione di dollari.