Barriera Corallina
in foto: Barriera Corallina

Le protezioni solari, se aiutano la nostra pelle a diminuire il rischio di tumori, sono però dannose per i coralli dei nostri mari. A darne notizia sono i ricercatori della University of Central Florida attraverso lo studio “Toxicopathological Effects of the Sunscreen UV Filter, Oxybenzone (Benzophenone-3), on Coral Planulae and Cultured Primary Cells and Its Environmental Contamination in Hawaii and the U.S. Virgin Islands” pubblicato su Archives of Environmental Contamination and Toxicology.

Secondo gli scienziati, il responsabile di questo danno ambientale è il composto chimico ossibenzone, un comune ingrediente utilizzato per filtrare i raggi UV, che abbonda nei mari delle Hawaii e dei Caraibi dove arriva sciogliendosi in acqua a causa degli esseri umani che si spalmano le creme solari in spiaggia. I ricercatori fanno sapere infatti che le concentrazioni maggiori sono state registrate nelle zone più turistiche.

Questa sostanza non è solo letale per i coralli, ma provoca veri e propri danni al DNA degli esemplari adulti e deforma quello dei coralli allo stadio larvale influenzandone negativamente lo sviluppo. “Le barriere coralline rappresentano gli ecosistemi marini più produttivi al mondo e supportano il settore della pesca e del turismo – spiega John Fauth, autore dello studio – Inoltre proteggono le coste dalle tempeste. Il loro valore è enorme e ora sono in pericolo”: per capire l'entità del danno, ci basta pensare che ad oggi abbiamo perso l'80% della barriera corallina dei Caraibi.

Studi di laboratorio effettuati per comprendere la reale entità della minaccia ossibenzone hanno mostrato che questa sostanza è responsabile dello sbiancamento dei coralli, cioè della loro prima causa di morte, che consiste nel rilascio delle alghe che di solito vivono al loro interno con conseguente perdita di nutrimenti.

Quanto segnalato vale anche per noi esseri umani. L'ossibenzone è infatti considerato velenoso anche per la nostra pelle.