Credit: JPL/NASA
in foto: Credit: JPL/NASA

Costruire una stazione spaziale all'interno di un asteroide è tecnicamente possibile, come dimostrato dagli scienziati dell'Università di Vienna. Simili avveniristiche strutture non rappresenterebbero soltanto l'avanguardia dell'umanità, ma permetterebbero di estrarre materiali preziosissimi, carburante e altri rifornimenti in grado di supportare le missioni nello spazio, senza dover fare affidamento alle riserve presenti sulla Terra. I costi si abbatterebbero enormemente, garantendo un'esplorazione dell'Universo sempre più approfondita e distante dal nostro pianeta. Insomma, le stazioni spaziali nel cuore degli asteroidi non sono solo avamposti di fantasia adatti a film e fumetti di fantascienza, ma un'ipotesi concreta, anche se non priva di complessi ostacoli.

Ricerca austriaca. A determinare la fattibilità di queste stazioni è stato un team di ricerca del Dipartimento di Astrofisica dell'ateneo austriaco, composto dai tre scienziati Thomas I. Maindl, Roman Miksch e Birgit Loibnegger. Gli studiosi sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto sofisticati calcoli gravitazionali prendendo come riferimento asteroidi modello lunghi 500 metri e larghi 390. Prossimi a questo range ci sono il famigerato Apophis 99942 – che nel 2068 ha una remota possibilità di impattare contro la Terra – e 3361 Orpheus, un NEO (Near-Earth Object) scoperto nel 1982. Il ‘cuore' degli asteroidi rappresentere un ottimo luogo dove costruire basi scientifiche/minerarie – o addirittura intere colonie – poiché sarebbe protetto dalle letali radiazioni solari e cosmiche.

Gli asteroidi papabili. Ma che caratteristiche devono avere questi ‘sassi spaziali'? Innanzitutto, secondo Maindl e colleghi, questi asteroidi (di solida roccia) dovrebbero ruotare da una alle tre volte al minuto, un range che garantirebbe loro circa il 38 percento della gravità terrestre. Ciò, infatti, impedisce alle attrezzature minerarie e scientifiche di ‘sganciarsi' e fluttuare nello spazio. Le stazioni potrebbero essere inserite all'interno di enormi cilindri da incassare nel cuore dell'asteroide, oppure, in base ai materiali di cui sono composti, inglobate direttamente al loro interno dopo aver scavato dei tunnel. Purtroppo non ci sono molte informazioni sulla composizione di questi affascinanti oggetti celesti, quindi prima di intraprendere una missione del genere, non certo economica e ‘semplice' dal punto di vista ingegneristico, sono necessari diversi sopralluoghi per determinarla con precisione. Il dettaglio fondamentale resta tuttavia quello della stabilità; nessuno vorrebbe costruire una stazione su un oggetto che rischia di schiantarsi contro un pianeta o altro, come il già citato Apophis 99942. Adesso sappiamo che dal punto di vista ingegneristico è un'impresa possibile; bisogna solo iniziare a trovare il sasso “giusto”. I dettagli della ricerca austriaca sono stati pubblicati su arXiv, in attesa di una pubblicazione su una rivista Peer Review.