Per contrastare la diffusione della pandemia di coronavirus, in molti Paesi sono state imposte misure di contenimento e distanziamento sociale, alla stregua del decreto “Io Resto a Casa” firmato da Giuseppe Conte per l'Italia, o del rigidissimo lockdown che ha isolato la metropoli cinese Wuhan (11 milioni di abitanti) verso la fine di gennaio, quando si era all'inizio dell'emergenza. Queste soluzioni drastiche che minano fortemente le libertà individuali sono assolutamente necessarie per spezzare la catena dei contagi del coronavirus, e benché a firmare i decreti siano i rappresentanti dei governi, le indicazioni sulle soluzioni da adottare arrivano da uno specifico gruppo di scienziati: gli esperti di epidemiologia.

Cos'è l'epidemiologia

Come specificato dal Centro Nazionale delle Ricerche (CNR), “l’epidemiologia è la scienza che studia le malattie e i fattori che le determinano e le complesse relazioni tra cause e effetti, avvalendosi di studi osservazionali di popolazione e di studi sperimentali in ambito clinico”. In parole più semplici, l'epidemiologia è la disciplina che si occupa dell'analisi della diffusione e della frequenza delle malattie (o di stati fisiologici) all'interno di una popolazione, a differenza di altre specialità mediche che si interrogano sull'ambito molecolare, sugli organi e sulla salute di un singolo individuo, quest'ultimo baluardo della medicina clinica. Del resto, come indica l'etimologia greca della parola, epidemiologia sta a significare in senso letterale “studio riguardo alla popolazione”.

Lo scopo dell'Epidemiologia

L'obiettivo dell'epidemiologia è quello di analizzare le cause che determinano l'emersione di una patologia in una popolazione; il modo in cui essa si diffonde all'interno della stessa; mettere a punto strategie grazie alle quali può essere contrastata (pianificare gli interventi di sanità pubblica); e valutare le conseguenze della malattia sulla popolazione. “Gli studi epidemiologici permettono di accrescere la conoscenza sulla distribuzione e sulla diffusione delle malattie e dei fattori di rischio con l’obiettivo di indirizzare interventi di prevenzione efficaci e di effettuare diagnosi corrette, sulla base di evidenze scientifiche consolidate e nel rispetto di criteri accreditati a livello internazionale”, scrive il CNR. Il lockdown di Wuhan e il decreto “Io Resto a Casa” sono proprio il frutto di studi epidemiologici. Si tratta di una scienza trasversale che abbraccia numerose discipline, dalla statistica alla sociologia, passando per la demografia. Dunque è la collettività e non il singolo il pilastro su cui poggia questa complessa specialità, in grado di guidare le scelte dei governi innanzi a situazioni drammatiche come quella che stiamo vivendo.

Di quali malattie di occupa l'epidemiologia

Intuitivamente l'epidemiologia sembra essere una disciplina specializzata nello studio delle malattie infettive che si diffondono tra la popolazione, come sta facendo la COVID-19 scatenata dal coronavirus SARS-CoV-2, tuttavia essa si occupa di tutte le malattie. Per fare un esempio, anche l'obesità viene studiata dagli epidemiologi. Esistono inoltre l'epidemiologia veterinaria e quella botanica, dedicate rispettivamente allo studio delle patologie degli animali e delle piante.

I tre tipi di epidemiologia

Vi sono tre differenti “componenti” dell'epidemiologia, spesso intersecate fra loro: quella descrittiva, più ampiamente associata alla statistica che studia frequenza e distribuzione delle malattie; quella analitica, che indaga la correlazione tra fattori di rischio e le malattie; e quella analitica, volta a contrastare una patologia avvalendosi dei modelli epidemiologici.

Cos'è la curva epidemiologica

La curva epidemiologica (o curva epidemica) è un grafico di natura statistica che mostra la frequenza, l'andamento nel tempo, eventuali comportamenti anomali ed altre caratteristiche relative una patologia che insorge e si diffonde in una determinata popolazione (ad esempio quella italiana).