Gli orologi europei collegati alla rete elettrica da metà gennaio hanno accumulato un ritardo di ben sei minuti, e la colpa è tutta delle frizioni politiche tra il Kosovo e la Serbia. Può apparire una notizia assurda, eppure è esattamente ciò che è accaduto in queste ultime settimane. Per capire come un contenzioso politico tra due Paesi balcanici possa influenzare l'orologio di una radiosveglia in Italia, in Svezia e in qualunque altra nazione del Vecchio Continente, è doveroso fare alcune premesse.

Innanzitutto va sottolineato che accorgersi di questa anomalia non è affatto semplice, poiché sono coinvolti soltanto gli orologi di elettrodomestici collegati alla rete elettrica. Per fare un esempio, i nostri PC, smartphone, tablet e smartwatch sono connessi a internet e l'orario che mostrano si basa proprio su quello del web, mentre orologi da polso e sveglie alimentate a batteria sfruttano i cosiddetti oscillatori al cristallo. Tutti i dispositivi collegati alla rete elettrica come radiosveglie, frigoriferi e forni a microonde regolano invece il proprio orario sulla frequenza della corrente alternata, che è alla base del famigerato ritardo di sei minuti.

La corrente si chiama alternata poiché la sua polarità (positiva e negativa) viene continuamente invertita, e l'inversione avviene uno specifico numero di volte in un secondo. Negli Stati Uniti è 60, cioè ha una frequenza di 60 Hertz, mentre in Europa e quindi anche in Italia), la frequenza è di 50 Hz, dunque l'inversione avviene 50 volte. Non si tratta di un valore ‘fisso', ma di una media costantemente bilanciata dalla rete elettrica europea, dove centrali, trasformatori, siti di stoccaggio e generatori operano in sinergia per mantenere in equilibrio il valore, in risposta alle variazioni nei consumi e nella produzione di energia. In parole semplici, quando la frequenza cambia, ci sono dispositivi che operano per mantenerla costante. Se un nodo di questa complessa rete si sbilancia, c'è un effetto a catena che si riflette sulla frequenza dell'intera rete europea.

Come avrete intuito, il ‘nodo' in questione coinvolge proprio i due Paesi balcanici. Una recente carenza di energia elettrica emersa in Kosovo (che ha usato più corrente del previsto) non è stata controbilanciata dalla Serbia, e ciò ha determinato un'alterazione nella frequenza di 50 Hz su tutta la rete europea, una piccola riduzione che nel corso di un paio di mesi ha portato al ritardo di 6 minuti negli orologi dei dispositivi elettrici. L'ente che gestisce la rete elettrica europea, la ENTSO-E, in un comunicato stampa ha dichiarato che oltre al ritardo c'è stata anche una enorme perdita di energia, di 113 gigawatt-ore. Le frizioni politiche tra Kosovo e Serbia hanno radici nella secessione (la Serbia non riconosce il Kosovo) e negli strascichi della sanguinosa guerra balcanica; sebbene nel 2015 sia stato firmato un accordo sulla distribuzione e consumo di energia tra i due Paesi, di fatto non è ancora operativo, come dimostra il mancato bilanciamento che ha scatenato l'anomalia negli orologi europei.

[Credit: Tysto]