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Contro la calvizie la rivoluzione delle cellule staminali

Usate già in passato contro l’alopecia, questa volta le cellule staminali sono state adoperate per un trattamento nuovo che supera i limiti del passato.
A cura di Redazione Scienze
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Per i ricercatori è una sfida che dura da anni e che ha costretto a mettere in campo più tecniche, senza riuscire ad arrivare, per ora, alla soluzione che vada bene per tutti. La calvizie, però, potrebbe diventare una condizione appartenente al passato, dato che la Sanford-Burnham Medical Research Institute di San Diego, in California, ha sviluppato un trattamento, pubblicato da PLOS One, che promette di far crescere i capelli con l'uso delle cellule staminali. Non si tratta del primo studio che ha affrontato il problema dell'alopecia con le cellule staminali: nel 2013 una sperimentazione coordinata da Colin Jahoda e Angela Christiano impiantò, grazie all'uso delle staminali, la papilla dermica dell’uomo nel topo. Tuttavia, isolare le cellulare sane e metterle in coltura presenta un problema: una volta moltiplicate diventano via via meno efficaci.

Questa volta gli studiosi, grazie alle staminali, sono riusciti a far crescere ex novo i capelli sul topo, il che, secondo Alexey Terskikh, coordinatore dello studio del Sanford-Burnham, porta ad avere a disposizione "una fonte inesauribile di cellule dal paziente stesso per il trapianto e non viene limitato dalla disponibilità di follicoli piliferi. Il nostro prossimo passo sarà quello di trapiantare le cellule della papilla dermica derivate dalle cellule staminali umane pluripotenti in esseri umani".

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