Dopo il Sofosbuvir, distribuito all'inizio del 2015 dopo una lunga trattativa tra la casa produttrice Gilead Sciences e l'Aifa, ecco che contro l'epatite C sta arriva anche il Simprevir. Il primo farmaco, per il quale il Sistema sanitario nazionale paga 50.000 per ogni singolo trattamento di 12 settimane, è particolarmente indicato per la cura dell'epatite C dei genotipi 1, 2, 3 e 4; mentre il Simprevir è rivolto ai genotipi 1 e 4. Questi due genotipi comprendo l'ampia maggioranza dei malati di epatite C in Italia, dato che circa il 60% è affetto dal genotipo 1, mentre il 20% dal genotipo 4. Il farmaco sarà prodotto nello stabilimento Janssen di Latina. Usando in combinazione i due farmaci è possibile raggiungere il più alto successo terapeutico dopo 12 settimane di cura, senza la necessità di usare interferone. La percentuale di eliminazione del virus ha raggiunto il 90% nel caso di cura combinata per un ciclo di 12 settimane. Alfredo Alberti, ordinario di Gastroenterologia all'Università di Padova ha sottolineato ad Adnkronos l'importanza di poter fare affidamento su una terapia solo orale, senza interferone: "La disponibilità in Italia di simeprevir rappresenterà indubbiamente una tappa fondamentale per poter finalmente ottimizzare la terapia in alcuni sottogruppi di pazienti con epatite C, in particolare in quelli infettati dai genotipi 1 e 4, inclusi quelli con 1b che è il genotipo prevalente in Italia".