Già ritirato dal mercato, il contraccettivo permanente “Essure” è finito nel mirino del Codacons, che ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Roma e si è reso disponibile a fornire assistenza medico-legale alle donne italiane che lo hanno impiantato. Si stima che in tutto siano 7mila. L'azione dell'associazione dei consumatori è solo l'ultimo tassello di un fiume di polemiche e iniziative che ha letteralmente investito il dispositivo prodotto dalla Conceptus Inc., una società sussidiaria del colosso farmaceutico Bayer.

L'Essure, approvato nel 2002 in Europa e negli Stati Uniti a seguito di studi scientifici che ne hanno certificato la sicurezza, è un sistema di contraccezione femminile mini-invasivo e permanente, ideato come alternativa agli interventi chirurgici che hanno lo stesso obiettivo (come la legatura delle tube di Falloppio in anestesia). Si tratta di due piccoli dispositivi in acciaio inossidabile e lega di nichel e titanio che attraverso un catetere vengono inseriti nelle tube passando per la vagina (dunque senza incisioni addominali). Una volta in posizione inducono un'infiammazione del tessuto circostante che si ispessisce occludendo il lume delle tube, impedendo di fatto la possibilità di restare incinte. In pratica, viene impedito agli spermatozoi di raggiungere l'ovulo.

Come indicato, la sicurezza del dispositivo è stata suffragata da indagini scientifiche che hanno convinto la Food and Drug Administration (FDA) americana e le autorità europee ad autorizzarne la commercializzazione. Ciò nonostante alcune indagini successive e le lamentele di numerose donne che hanno eseguito l'impianto hanno fatto finire l'Essure in un vero e proprio ciclone di polemiche. Basti pensare che nel 2017 il Ministero della Salute ne ha disposto il richiamo su tutto il territorio nazionale. Nello stesso anno la Bayer ha deciso di ritirarlo dal mercato europeo per motivi commerciali, decisione estesa anche agli Stati Uniti nell'estate del 2018 (sarà operative alla fine dell'anno). In pratica, l'Essure non è più disponibile, ma essendo un trattamento permanente sono centinaia di migliaia le donne ad averlo impiantato nel giro di circa 20 anni.

Una ricerca del 2015 pubblicata sull'autorevole British Medical Journal ha fatto emergere che l'Essure presenterebbe un rischio 10 volte superiore di sfociare in un secondo intervento (chirurgico) rispetto a chi si sottopone a procedure di sterilizzazione laparoscopica. Non a caso tantissime donne si sono riunite in gruppi Facebook, blog e siti web (come quello gestito da Erin Brockovich negli USA) per denunciare gravi effetti collaterali, come la perforazione delle tube e dolori lancianti, che le hanno costrette a sottoporsi a un nuovo intervento per rimuovere l'Essure. Senza contare le lamentele su effetti "minori" come nausea, dolori articolari, vertigini, perdite e anche numerose gravidanze indesiderate, che sarebbero superiori a quelle attese dalle statistiche. In uno studio del 2009 il professor Roger D.Smith del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell'Università del Michigan ha rilevato un rischio di fallimento del dispositivo dell'11 percento. Come indicato, Bayer ha dichiarato di aver rimosso dal mercato il proprio dispositivo per ragioni squisitamente commerciali, ma all'orizzonte ci sono possibili class action da parte delle donne che sostengono di aver subito un danno. Quelle italiane ora hanno nel Codacons un preziosissimo alleato.