La spina che lega i manager ai loro uffici non si stacca mai, o quasi. Secondo una relazione del britannico Institute of Leadership and Management (ILM) il 47% dei manager lavora in media 7,5 ore in più a settimana rispetto ai vincoli contrattuali, mentre il 13% supera il limite di ben 15 ore. Il che porta sette lavoratori su otto ad ammettere di non avere un buon rapporto lavoro/vita privata, avendo difficoltà a vedere i propri figli e gli amici. L'indagine di ILM è stata condotta su 1000 membri dell'istituto che coprono il ruolo di dirigenti senior o junior.

Complice dei ritmi di lavoro esasperanti è anche la tecnologia: il 90% del campione preso in esame ha dichiarato di controllare la propria casella di posta on line almeno cinque volte al giorno fuori dall'orario di ufficio, che diventano dieci per il un lavoratore su cinque. Un aggiornamento continuo che non si sospende né nelle ore notturne né in vacanza, andando a sovraccaricare la persona proprio nel momento in cui dovrebbe ridurre lo stress. In questi casi, infatti, ricevere una notifica ritenuta urgente rappresenta un elemento di pressione aggiuntivo, anche se – almeno formalmente – non si è "in servizio". Ritardano la sera in ufficio otto manager su dieci, mentre la metà continua a lavorare anche durante la pausa pranzo.

Tutto lavoro non retribuito, ovviamente (se non attraverso il meccanismo premiante della carriera), che i sindacati del Trades Union Congress stimano equivalere a 805 milioni di euro a settimana per i 5,4 milioni di lavoratori sovraccaricati nel Regno Unito. Insomma, mille miglia distanti dal suggerimento dato dal medico e dirigente John Ashton, sintetizzabile in "lavorare meno, lavorare tutti".

[Foto da Wikipedia]