ESA/PA Wire
in foto: ESA/PA Wire

Finalmente ci siamo: il viaggio iniziato lo scorso 14 marzo, con il lancio della missione dal cosmodromo di Bajkonur a bordo di un razzo vettore Proton-M, è giunto ad una svolta fondamentale. Mancano, infatti, poche ore al momento in cui il modulo, destinato ad atterrare sulla superficie di Marte, si staccherà dalla sonda per raggiungere la sua meta. Per la precisione, le manovre di separazione dei due oggetti cominceranno alle ore 16:42 del 16 ottobre, mentre il contatto tra il lander e il Pianeta Rosso è atteso per il 19 ottobre; per avere le prime immagini, dovremo aspettare un giorno appena.

L'Europa e su Marte

La missione ESA ExoMars nasce con l'obiettivo principale di portare l'Europa su Marte, dando così l'opportunità di acquisire la capacità e l'autonomia di eseguire un atterraggio controllato sulla superficie del Pianeta Rosso nonché di operare raccogliendo campioni di suolo ed analizzandoli grazie alle raffinate apparecchiature scientifiche del lander. Lander che, per inciso, è stato intitolato all'astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, noto per i suoi studi su Marte portati avanti tra il XIX e il XX secolo.

Ma cosa andrà a fare, nello specifico, Schiaparelli su Marte? Cercherà di conoscere al meglio l'ambiente del Pianeta, i suoi aspetti geofisici e la sua geochimica, cercando tracce di vita passata e presente: il tutto, tendendo presente sempre l'obiettivo principale dell'esplorazione spaziale degli ultimi anni, ossia indagare con lo scopo di identificare pro e contro di eventuali missioni umane future.

E l'Italia è su ExoMars

Il modulo di discesa Schiaparelli è stato sviluppato sotto la responsabilità diretta italiana, così come la nostra industria aerospaziale è stata impegnata anche nella realizzazione di molti strumenti di bordo che consentiranno al lander di lavorare.

Il primo tra questi è DREAMS (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface), un insieme di sensori studiati per misurare i parametri meteorologici e le condizioni ambientali del Pianeta Rosso, attraverso l'analisi di pressione, temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, radiazione solare. Lo strumento, del quale principal investigator è Francesca Esposito dell'INAF/Osservatorio Astronomico di Napoli, si troverà ad operare in un periodo particolarmente interessante, quando è prevista la forte presenza di polveri nell'atmosfera marziana.

Italiana anche AMELIA (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis), principal investigator Francesca Ferri del CISAS- Università di Padova, che indagherà nell'atmosfera marziana servendosi dei dati raccolti dai sensori durante la discesa del modulo. Ci sarà anche un micro-riflettore laser, INRRI (INstrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations), realizzato sotto la supervisione scientifica di Simone Dell’Agnello, fisico dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN.

Sul lander ci sarà un drill di due metri, fondamentale per raccogliere i campioni di suolo marziano, equipaggiato con uno spettrometro che analizzerà l'evoluzione geo-biologica del sottosuolo chiamato MA-MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies), del quale principal investigator è Maria Cristina De Sanctis (INAF/IAPS Roma)

Il Trace Gas Orbiter, in alto, e Schiaparelli, sul suolo, in una rappresentazione artistica del momento dopo la sua discesa controllata con il paracadute. (AOES Medialab/ESA/PA Wire)
in foto: Il Trace Gas Orbiter, in alto, e Schiaparelli, sul suolo, in una rappresentazione artistica del momento dopo la sua discesa controllata con il paracadute. (AOES Medialab/ESA/PA Wire)

Un lander seguito a vista

La fotocamera DECA (Descent Camera) fornirà immagini durante la discesa mentre, durante la permanenza di Schiaparelli sul Pianeta, la sonda TGO (Trace Gas Orbiter) indagherà nell'atmosfera a caccia di metano e altri eventuali gas, indizi di presenza di vita attiva. Per farlo si servirà di NOMAD (Nadir and Occultation for Mars Discovery) e ACS (Atmospheric Chemistry Suite), spettrometri che rileveranno e mapperanno i gas presenti nell'atmosfera marziana; di CaSSIS (Colour and Stereo Surface Imaging System), fotocamera ad elevatissima risoluzione, e di FREND (Fine Resolution Epithermal Neutron Detector) che mapperà l'idrogeno con lo scopo di individuare eventuali depositi di acqua, anche in profondità.