Il trapianto di midollo osseo è un'operazione che permette la trasfusione di speciali cellule, le cellule staminali emopoietiche, e permette a chi le riceve di sostituire quelle malate con altre sane che riescono a diversificarsi in globuli bianchi, rossi e piastrine contrastando la condizione del paziente. Vediamo insieme come si può donare il midollo osseo, in cosa consiste il trapianto, quali sono i rischi e a cosa serve.

Come donare il midollo osseo

La donazione di midollo osseo implica due metodi:

  • ‘classico', che prevede cioè il prelievo di sangue midollare direttamente dalle ossa del bacino. In questo caso il donatore viene sottoposto ad anestesia totale e un ricovero di 48 ore
  • ‘semplice prelievo', che prevede cioè un prelievo di sangue in seguito all'assunzione di un farmaco che aumenta le percentuali di cellule staminali emopoietiche per cinque giorni. In questo caso il sangue viene successivamente manipolato dai medici, prima di essere donato al paziente

Cos'è il trapianto di midollo osseo

Il trapianto di midollo osseo non implica un'operazione chirurgica, ma si tratta di una specie di trasfusione di sangue con catetere in vena. Prima della trasfusione però il paziente viene sottoposto a chemioterapia e, in alcuni casi, anche radioterapia per poter fare spazio alle nuove staminali sane e per ridurre il rischio di rigetto da parte del sistema immunitario del ricevente che potrebbe altrimenti ‘vedere' come estranee le cellule del donatore. Le malattie trattate con trapianto di midollo osseo sono quelle congenite del sangue, come talassemie, gravi deficit dell'immunità e tumori delle cellule del sangue. Per la leucemia il trapianto può essere l'unica terapia in grado di salvare il paziente o evitargli ricadute.

Le tipologie di trapianto di midollo osseo

Esistono diverse tipologie di trapianto di midollo osseo:

  • autologo, quando ad un paziente malato di tumori che richiedono grandi dosi di chemioterapia viene prelevato il proprio midollo osseo prima di essere sottoposto a chemioterapia, sempre per far spazio alle cellule nuove, e a cui successivamente vengono re infuse le proprie staminali. Si tratta di autotrapianto.
  • singenico, quando il donatore è un gemello praticamente identico al ricevente. In questo caso non sussistono problemi di compatibilità da donatore e ricevente, ma è comunque molto raro visto che solo lo 0.3% dei gemelli sono omozigoti
  • allogenico, in questo caso il donatore è totalmente o parzialmente compatibile e può essere o un familiare (genitore, fratello, gemello monozigote), o un iscritto al Registro Donatori di Midollo osseo. Questo trapianto implica il prelievo di midollo osseo da donatore e successiva infusione nel paziente, sempre pre sottoposto a chemioterapia.

Quali sono i rischi per il donatore e il ricevente

Per quanto riguarda il donatore, i rischi legati alle procedure del metodo ‘classico' (direttamente dall'osso) implicano allergia all'anestetico o infezioni, quelli legati al prelievo di sangue invece riguardano l'assunzione dei farmaci pre-prelievo che possono causare dolori ossei, cefalee e perdita di appetito. In generale gli effetti collaterali gravi sono rari.

Per quanto riguarda invece il ricevente, i rischi riguardano un possibile rigetto delle stesse cellule emopoietiche trapiantate o infezioni dopo il trattamento con farmaci chemioterapici. In generale gli effetti più pericolosi riguardano la GvHD cioè la reazione del trapianto contro l'ospite: in pratica le cellule immunitarie, cioè i linfociti, del donatore attaccano quelle del paziente finendo per mettere a rischio gli organi come pelle, intestino, fegato e polmoni.