Tra i fenomeni meteorologici più potenti e distruttivi, le cosiddette trombe d'aria si trovano ai vertici per concentrazione e intensità della perturbazione. Non dobbiamo farci ingannare dal nome che utilizziamo dalle nostre parti, poiché una tromba d'aria non è altro che un tornado o twister, termine che evoca scenari ben più drammatici sotto il profilo della devastazione. L'Italia non è immune alle trombe d'aria, e pur non essendo paragonabili ai grandi tornado che si abbattono in determinate regioni degli Stati Uniti, c'è la possibilità che si scatenino eventi particolarmente drammatici, come la “Tromba di Mondello” del 24 luglio 1930. Il fenomeno si fece strada per un'ottantina di chilometri nella provincia di Treviso, e in circa un'ora e mezza uccise 23 persone. Ecco cosa sono le trombe d'aria e come si formano.

Cos'è una tromba d'aria

Come suggerisce il nome stesso, una tromba d'aria o tornado è un vortice d'aria dalla forma a imbuto che congiunge il suolo a una tipica formazione nuvolosa, il cumulonembo da cui ha origine. Queste nubi dall'aspetto torreggiante, con la base più stretta e la porzione apicale espansa in modo non dissimile da un fungo atomico, nascono in condizioni di intensa instabilità atmosferica e sono associate a forti temporali, che prendono il nome di “supercelle” nella loro forma più violenta. Le trombe d'aria originano nella porzione ventrale dei cumulonembi, e la loro base può avere un diametro compreso tra i 100 metri e il chilometro. Anche l'altezza è variabile ed è compresa tra i 100 metri e i 1000 metri.

Come nasce una tromba d'aria

La formazione di una tromba d'aria è legata all'incontro tra venti ascendenti caldi e umidi (di bassa quota) e venti discendenti freddi e secchi di alta quota, che ‘abbracciandosi' danno vita a un cumulonembo. Se il moto dei venti, normalmente rettilineo, inizia a ruotare, in specifiche circostanze può produrre il vortice d'aria, che diventa tromba d'aria/tornado quando tocca il suolo.

La potenza delle trombe d'aria

Analogamente agli uragani, colossali sistemi tempestosi che originano negli oceani, le trombe d'aria vengono classificate in base alla velocità dei venti, che determinano la distruttività del fenomeno meteorologico. La scala utilizzata è quella di Fujita, dal nome di un professore che l'ha ideata negli anni '70 del secolo scorso, e va dal debole (EF0) con venti tra i 105 e i 137 chilometri orari al catastrofico (EF5), con venti superiori ai 322 chilometri orari. I tornado più potenti sono caratterizzati da venti che superano i 500 chilometri orari di velocità, in grado di radere al suolo praticamente ogni cosa che incontrano. I fenomeni più ‘mostruosi' sprigionano dalle supercelle e hanno i bordi dell'imbuto netti, quelli più deboli hanno un vortice sottile dalla forma sinuosa. Normalmente si tratta di fenomeni di breve durata, al di sotto della mezz'ora, ma in talune circostanze possono ‘sopravvivere' per qualche ora e percorrere anche alcune centinaia di chilometri.

Le trombe marine e i diavoli di polvere

Le trombe d'aria nella maggior parte dei casi originano sulla terraferma, ma possono manifestarsi anche sulla superficie del mare. In questo caso prendono il nome di trombe marine, sebbene il fenomeno non sia perfettamente identico. Le trombe marine, normalmente meno violente, possono infatti scaturire da fenomeni temporaleschi di scarsa intensità e in alcuni casi non hanno nemmeno bisogno di un cumulonembo. I diavoli di polvere, che possono formarsi anche su Marte, non hanno bisogno di instabilità atmosferica per nascere e quindi possono essere visibili anche col bel tempo. Sono tipici delle aree torride e desertiche e originano sempre a causa dell'incontro tra aria calda e fredda.

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in foto: Credit: yasioo

La tromba d'aria più devastante

Il tornado più distruttivo della storia, noto come ‘Tri-State Tornado', colpì nel 1925 tre Stati americani: l'Illinois, il Missouri e l'Indiana. Durò per tre ore e percorse oltre 350 chilometri; durante il suo percorso di morte e distruzione i venti devastanti costarono la vita a quasi 700 persone.

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