Uomini e donne hanno un sorriso con caratteristiche così diverse fra loro da poter essere misurate da un computer per determinare il genere di appartenenza. In altri termini, dall'analisi del sorriso può capire se appartiene a una donna o a un uomo. Lo ha dimostrato un team di ricerca dell'Università di Bradford, Gran Bretagna, dopo aver ‘addestrato' un'intelligenza artificiale a discernere queste differenze attraverso l'apprendimento automatico.

Tecnologie per questo tipo di riconoscimento sono già disponibili, ma si basano su immagini statiche e mettono a confronto caratteristiche facciali fisse. Quella messa a punto dai ricercatori coordinati dal professor Hassan Ugail, primo maldiviano a ottenere un dottorato in matematica e professore di Visual Computing presso la School of Engineering and Informatics dell'ateneo britannico, è relativa alla dinamica del sorriso, cioè al flusso di movimenti che porta a creare l'espressione.

Credit: Università di Bradford
in foto: Credit: Università di Bradford

Per addestrare l'intelligenza artificiale, Ugail e colleghi hanno innanzitutto mappato circa 50 distinti punti sul volto di una persona, in particolar modo attorno a occhi, naso e bocca, e successivamente hanno osservato nel minimo dettaglio le variazioni durante l'atto del sorriso. Ad esempio, hanno tenuto traccia dei cambiamenti di posizione e della velocità, sia per gli uomini che per le donne. Dall'analisi statistica dei dati raccolti è emerso un valore già noto a tutti, ovvero che le donne hanno un viso molto più espressivo di quello di un uomo, con un sorriso sensibilmente più ampio in termini di espansione della bocca e delle labbra.

Con questi dati è stato creato l'algoritmo per l'intelligenza artificiale, alla quale sono stati ‘dati in pasto' i sorrisi di 109 persone inclusi in due specifici database, il CK + e il MUG. Il computer è stato in grado di indovinare il sesso delle persone che sorridevano nell'86 percento dei casi, ma secondo Ugail può fare molto meglio di così, poiché l'algoritmo messo a punto serviva solo a ‘testare il concetto' e non era sufficientemente raffinato.

In futuro un metodo di riconoscimento basato sul sorriso potrebbe diventare un efficace sistema biometrico, considerando che ciascuno di noi ha un flusso unico nei movimenti coinvolti per formulare l'espressione. I ricercatori condurranno ulteriori esperimenti per sapere se il sistema possa funzionare anche con persone che hanno subito interventi chirurgici al volto e con i transgender. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata The Visual Computer: International Journal of Computer Graphics.

[Credit: 5688709]