L'utilizzo della prima “pillola digitale”, che avvisa il medico se il paziente non l'assume, è stato approvato negli Stati Uniti dalla FDA (Food And Drug Administration), l'ente federale che si occupa del controllo di farmaci e prodotti alimentari, oltre che dei trattamenti sanitari. La pillola, chiamata “Abilify MyCite” e dedicata alla cura di malattie mentali, contiene un sensore grande come un granello di sabbia che interagisce con gli enzimi digestivi, e una volta introdotto nell'organismo invia a un cerotto collegato al torace l'esito della somministrazione. Il cerotto a sua volta comunica col telefono del paziente e con quello del medico, che così può accertarsi dell'assunzione della medicina.

Il problema della cosiddetta “aderenza alla terapia”, cioè il seguire correttamente la prescrizione del medico, è un problema piuttosto sentito negli Stati Uniti, dove causa almeno cento milioni di dollari all'anno di danni al sistema sanitario, tra ricoveri e cure supplementari. Non è un caso che Abilify MyCite, realizzata in collaborazione tra la Otsuka – l'azienda farmaceutica che produce il farmaco – e la Proteus Digital Health che ha creato il microchip, sia dedicata proprio al trattamento della schizofrenia e di disturbi psicotici, malattie dove il problema dell'aderenza alla terapia è maggiormente diffuso. La pillola tecnologica può dunque risolvere il problema alla fonte, e il medico accertarsi che il suo paziente assuma il principio attivo del farmaco, l'aripiprazolo, disponibile sul mercato da 15 anni.

Nonostante gli indubbi vantaggi della Abilify MyCite, che collegandosi a una App può essere accompagnata dai commenti del paziente, un farmaco ‘tecnologico' pone non pochi questi sotto il profilo etico, con possibili ripercussioni anche nell'ambito lavorativo. La pillola digitale sarà immessa sul mercato dal prossimo anno, ma non è ancora noto il prezzo, che potrebbe variare sensibilmente in base all'efficacia e alla diffusione. Secondo i produttori un sistema analogo potrà aiutare anche i pazienti anziani colpiti da patologie neurodegenerative, che spesso dimenticano di assumere i farmaci.

[Credit: Proteus Digital Health]