La NASA ha lanciato verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) la nuova “super” toilette per astronauti, dal costo di ben 23 milioni di euro. Il WC ad altissima tecnologia, qualora dovesse superare il periodo di prova nel laboratorio orbitante, sarà incluso anche nel virtuoso programma Artemis per la riconquista della Luna, del quale l'Italia sarà tra i principali protagonisti. La prima missione lunare nella quale potrebbe esordire la toilette è il test di volo Artemis II atteso per il 2023, durante il quale un gruppo di astronauti compierà un sorvolo del satellite (senza atterrare) prima di ritornare sulla Terra. Il viaggio durerà in tutto dieci giorni.

Il nuovo bagno spaziale, chiamato Universal Waste Management System (UWMS), rappresenta un'evoluzione sensibile rispetto al modello installato sulla ISS dagli anni '90. È innanzitutto del 65 percento più piccolo e del 40 percento più leggero della vecchia toilette, inoltre si integra molto meglio col sistema idrico del laboratorio orbitante, permettendo di riciclare più urina di prima. Il riciclo dell'acqua è una componente fondamentale per le missioni spaziali, soprattutto nell'ottica dei futuri e lunghissimi viaggi verso Marte, durante i quali l'approvvigionamento idrico non sarà possibile (e sarà fondamentale ridurre il peso per abbattere i costi). Già oggi viene riciclato il 90 percento dei liquidi a base di acqua (compresi urina e sudore) sulla ISS, come sottolineato dall'astronauta della NASA Jessica Meir, e grazie a dispositivi come la nuova toilette si punta ad arrivare al 98 percento del riciclo. I rifiuti solidi vengono invece immagazzinati in sacchetti che nella maggior parte dei casi vengono fatti distruggere contro l'atmosfera terrestre (a bordo di una nave cargo), ma una piccola parte viene raccolta per essere studiata. La NASA in futuro prevede di recuperare acqua anche dal materiale fecale.

La Universal Waste Management System (UWMS) presenta anche altri vantaggi rispetto al vecchio modello, migliorando il comfort, la manutenzione e il trattamento degli odori, che in un luogo chiuso come una stazione spaziale non sono un problema da sottovalutare. Il WC si basa su un sistema di aspirazione che ora si attiva non appena si alza il coperchio (prima non era così), e ciò permette di ridurre in modo significativo proprio gli odori. Inoltre, se prima gli astronauti si “ancoravano” al WC con cinghie sulle cosce (data la microgravità), adesso sono stati predisposti maniglie, poggiapiedi e altre strutture che favoriscono l'azione. Adesso l'imbuto per l'urina può essere usato contemporaneamente al foro per le feci, e le componenti sono state modellate per agevolare anche l'anatomia femminile (i primi modelli erano pensati solo su quella maschile).

Anche se l'aspetto della seduta appare tutto fuorché comodo, la NASA assicura che quello è il metodo migliore per espletare i propri bisogni fisiologici in microgravità e con il “giusto feedback”. Nonostante le rassicurazioni, gli astronauti non sono mai stati particolarmente amanti dei bagni della ISS, come sottolineato dalla veterana Peggy Whitson: “Urinare è relativamente facile. Il numero due è più impegnativo perché stai cercando di colpire un bersaglio piuttosto piccolo”. Il nuovo WC è stato lanciato verso la ISS a bordo della navetta Northrop Grumman CRS-14 Cygnus Cargo Craft; non resta che attendere l'installazione e le prime prove degli astronauti, per sapere se i 23 milioni di euro sono stati ben spesi.