La combinazione dell'aglio con il fluoro genera una potente “arma” in grado di contrastare il cancro e la formazione di coaguli nel sangue. Lo ha determinato un team di ricerca dell'Albany College of Pharmacy and Health Sciences dell'Università di Albany (New York), dopo aver condotto una serie di esperimenti su uova di gallina fecondate da dieci giorni. Nello specifico, i ricercatori coordinati dai professori Eric Block e Shaker A. Mousa hanno scoperto che il composto possiede un'efficace azione anti-angiogenesi, ovvero contrasta quel processo che permette la formazione di vasi sanguigni nella massa tumorale. In parole semplici, ne blocca la crescita. Block e colleghi hanno inoltre osservato una potente azione antitrombotica, cioè una capacità di ridurre sensibilmente la formazione di coaguli nel sangue.

Ma perché gli scienziati hanno deciso di unire proprio aglio e fluoro? Del primo sono note da tempo le proprietà medicinali, tanto che ne veniva fatto ampio uso terapeutico nell'Antica Grecia e nell'Antico Egitto. Oggi sappiamo che le sostanze in esso contenute come garlicina, allina, bisolfuro di allile e allipropile allicina hanno diverse proprietà benefiche per il nostro organismo, in particolar modo antisettiche, antimicrobiche, antiossidanti, antiipertensive e molto altro. Il fluoro rappresenta invece uno degli ingredienti chiave di numerosi farmaci di nuova generazione, grazie alla sua spiccata reattività. Viene ad esempio usato per contrastare ulcere nello stomaco e per abbassare il colesterolo, senza dimenticare la sua efficacia nei dentifrici.

Block e colleghi, per unire i due virtuosi elementi, hanno modificato diversi composti estratti dall'aglio, sostituendo gli atomi di idrogeno con quelli del fluoro. I fluorurati così ottenuti, precedentemente sconosciuti, una volta testati sugli embrioni di pollo a dieci giorni di sviluppo hanno fatto emergere le proprietà antitrombotiche e antiangiogenesi di cui sopra. L'attività biologica di questi composti è risultata essere sensibilmente superiore rispetto a quella delle sostanze base. Partendo da questi risultati i ricercatori potranno mettere a punto farmaci mirati ancor più potenti per trattare cancro, trombosi e altre patologie. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Molecules.

[Credit: Skitterfoto]