L'eccesso di colesterolo, che negli inviti alle diete tanto abbiamo imparato a temere, potrebbe incontrare a breve una tecnica capace di limitare sensibilmente la presenza di questa molecola nel sangue. Secondo uno studio di David Ginsburg dell'Università del Michigan è possibile intrappolare una proteina che altrimenti può interferire con i recettori di colesterolo in circolo. I primi esperimenti sono stati condotti su alcuni topi nei quali si è riscontrata il 45% in meno di colesterelo laddove il gene SEC24A era inattivo. L'inattività di questo gene, infatti, faceva sì che le cellule del fegato non fossero capaci di trasportare la proteina PCSK9, che regola i livelli di colesterolo nel sangue. I primi esami sull'essere umano hanno dimostrato che l'eliminazione di questa proteina può ridurre molto la presenza del colesterolo e lavorare in associazione con alcune statine per abbassarne ulteriormente i livelli. Per i soggetti intolleranti verso le statine usate allo scopo, la tecnica sperimentata dal team di Ginsburg potrebbe essere la prima cura contro il colesterolo. E' possibile che in futuro sarà possibile raggiungere gli stessi risultati senza inibire la proteina PCSK9, ma semplicemente bloccando il meccanismo di trasporto che permette alla proteina di giungere alle LDL, ricettori di lipoproteine ​​a bassa densità.