Il 2018 è l'anno più caldo in Italia dal 1800, da quando cioè sono iniziate le rilevazioni del Cnr. A darne conferma è un'analisi dell'Isas-Crn cui dati aggiornati al 30 settembre mostrano un andamento preoccupante: stiamo parlando di 1,53 gradi sopra la media. Responsabile di queste temperature da record è il riscaldamento globale che, proprio in questi giorni più che mai, è protagonista delle notizie: un recente report presentato in Corea ha infatti sottolineato che il limite di 2 gradi imposto dall'Accordo di Parigi non è sufficiente per contenere i danni del surriscaldamento, ma siamo costretti a puntare ad un +1,5 gradi massimo che però appare ancor più complesso mantenere.

2018, anno torrido. “Tra questi primi nove mesi – fa sapere Michele Brunetti climatologo Isac-Cnr, autore dell'analisi – sono da segnalare in particolare aprile, che ha fatto segnare il record dell'aprile più caldo in assoluto, e gennaio, secondo più caldo di sempre”. Parlando di aprile, l'esperto spiega che è stato il più caldo in assoluto tra tutti i mesi di aprile osservati dal 1800 ad oggi e il dato sottolinea un 3,49 gradi in media in più rispetto al periodo di riferimento. È vero che mancano ancora tre mesi alla fine dell'anno e ottobre, novembre e dicembre potrebbero stupirci e risultare freddi al punto da abbassare la media dell'anno: ma per saperlo dovremo aspettare il 2019 quando le rilevazioni verranno messe a confronto con quelle dei mesi precedenti.

Le Terra si sta scaldando. Se anche i prossimi mesi dovessero risultare particolarmente freddi da abbassare la media annuale, c'è da dire che in generale la Terra sta subendo un processo neanche troppo lento di surriscaldamento che sta portando con sé grandi e preoccupanti cambiamenti: l'innalzamento del livello dei mari, l'ingrandimento delle zone secche e aride, cambiamenti climatici con eventi meteorologici catastrofici e, in generale, la tropicalizzazione delle fasce temperate, senza contare il sempre più preoccupante scioglimento delle calotte artiche e dei ghiacci.