Il limite imposto di 2 gradi dall'Accordo di Parigi non basta, e forse potrebbe non bastare neanche quello di 1,5 gradi che gli scienziati consigliano seriamente. Secondo quanto riportato dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) in un report presentato in Corea, la situazione è decisamente più grave del previsto. Ma cosa contiene il report dell'IPCC?

Puntiamo a 1,5 gradi. Dopo aver analizzato più di 6.000 referenze scientifiche, il ricercatori sono giunti alla conclusione che dovremmo limitare il riscaldamento globale di 1.5 gradi onde evitare danni e cambiamenti all'ecosistema irrecuperabili. Insomma il limite di 2 gradi previsto dal COP21 non andrebbe più bene. E perché? Attualmente possiamo già vedere le drammatiche conseguenze dell'incremento di 1 grado, notiamo già l'innalzamento dei mari, i cambiamenti climatici e i danni al ghiaccio artico, solo per citarne alcuni.

Cosa cambia tra 1,5 e 2 gradi. Il report degli esperti mette a confronto l'incremento di 1,5 gradi con 2 gradi e più. Parlando di livello del mare, con un aumento di 1,5 gradi si registrerebbero 10 centimetri in meno rispetto all'aumento di 2 gradi. L'assenza di ghiaccio artico durante l'estate potrebbe registrarsi una volta al secolo con un incremento delle temperature di 1,5 gradi mentre una volta ogni dieci anni se le temperature dovessero aumentare di 2 gradi. Parlando di barriera corallina invece, gli esperti sostengono che ne perderemmo più del 99% se le temperature dovessero aumentare di 2 gradi, dato che scenderebbe tra il 70 e il 90% se dovessero aumentare di 1,5 gradi.

Quali sono i prossimi step. Il report sostiene che per riuscire a limitare l'incremento entro 1.5 gradi bisogna intervenire rapidamente e su larga scala: le nostre emissioni di CO2 dovrebbero diminuire del 45% entro il 2030 e del 100% entro il 2050.

Siamo spacciati? Incomprensibilmente gli esperti sembrano credere possibile la nostra salvezza: “Limitare il riscaldamento ad 1,5 gradi è possibile grazie alle leggi della chimica e della fisica ma per farcela sono necessari cambiamenti senza precedenti”. Ce la faremo?