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Col cambio di stagione arrivano anche le allergie. Diverse proteine presenti nel nostro sistema immunitario possono in certi soggetti generare le cosiddette reazioni allergiche a pollini e spore. Il problema comunque non è tipico solo della primavera, le impollinazioni non avvengono in questa stagione per tutte le piante. Sono tanti i falsi miti a riguardo. Siamo sicuri allora che le misure da noi adottate abitualmente servano a qualcosa? Esistono diverse leggende che sarebbe bene dimenticare.

Non tutti i fiori sono responsabili

Spesso quelli appariscenti sono anche più innocui, dal momento che gli insetti si fanno maggiormente carico di trasportarne i pollini. Oltre a questo va considerato il fatto che i pollini responsabili sono quelli di alberi, piante erbacee o spore rilasciate da funghi e muffe. L'istituto di immunologia americano ha fornito un elenco delle piante "allergy friendly", che non dovrebbero presentare pericoli per chi soffre di questo tipo di allergie. Certamente rifugiarsi in spiaggia potrebbe aiutare, tuttavia anche al mare si nascondono delle insidie, se vi trovate nelle vicinanze di zone alberate i pollini e le spore non si lasceranno intimidire dalla spiaggia per raggiungervi.

Miele panacea contro le allergie

Una vecchia leggenda infondata in base al quale il simile cura il simile potrebbe essere all'origine della credenza in base al quale il miele aiuterebbe contro le allergie, dal momento che deriva dai pollini elaborati poi dalle api. Nulla vi è di dimostrato sulle sue presunte proprietà antiallergiche. Ne esistono invece diverse altre riconosciute di questo alimento.

Genetica e infanzia nelle allergie

È vero che certe allergie dipendono da predisposizioni genetiche, questo non significa che ciò porti automaticamente all'allergia, né tantomeno potete stare tranquilli se tale predisposizione non risulta. Inoltre gli allergici al polline non avranno sempre sollievo con la crescita. Pensiamo al "raffreddore (o febbre) da fieno", meglio definito "rinite allergica", per quanto i sintomi dovrebbero attenuarsi superata l'infanzia, esistono diversi studi che rilevano "ricadute" in età adulta, persino a 12 anni di distanza dall'ultima volta. La regola vale anche se non si è mai stati allergici da bambini.

La febbre da fieno non è colpa del fieno

Dal momento che l'abbiamo citata facciamo notare che il termine "febbre da fieno" è infondato. Potrebbe certamente contribuire a peggiorare i sintomi di una allergia, ma le cosiddette riniti allergiche non derivano dal fieno, bensì dalle graminacee, le quali potrebbero trovarsi nel fieno.

Chiudersi in casa e diventare maniaci dell'igiene

Barricarsi in casa non è proprio la scelta migliore. Rifiutare in toto l'esposizione all'aria aperta infatti ci indebolisce impedendo al nostro organismo di rafforzarsi contro gli agenti esterni. Oltre a questo, anche se si dovesse abitare in case costruite coi più moderni criteri, questo non ci metterà al riparo. Infissi e isolanti se da un lato mantengono le abitazioni più calde e silenziose, contribuiscono mediante l’umidità dell’aria alla proliferazione delle muffe.