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Come tutte le cose esotiche suscita entusiasmo da una parte e sospetti dall'altra: il kebab continua ad essere oggetto di varie bufale. Abbiamo raccolto le principali cinque in circolo nella Rete, alcune da diversi anni, altre più recenti. Tutte vertono sul pericolo che questo tipo di street-food rappresenterebbe per la nostra salute ed eventuali "ingredienti segreti" poco appetitosi. Cerchiamo di capire perché possiamo continuare a mangiarli senza troppi problemi. Purché questo non pregiudichi sensibilmente una dieta equilibrata.

Topi e vari animali domestici nel kebab.

La narrativa sugli stranieri che ci propinano cibo ricavato da cani, gatti e topi raggiunge il suo apice col kebab. Questa bufala si ripresenta più volte e in versioni più o meno identiche, in vari siti e blog dediti al clickbait. Ad un certo punto tra le fonti finisce anche un ministro inglese, le cui affermazioni riportate sul Telegraph vengono totalmente distorte mediante la traduzione in italiano. Si tratta di una risposta molto sobria ad una domanda ipotetica: gli si chiedeva come avrebbe reagito nel caso fossero in circolazione alimenti dannosi per la salute sul suolo inglese.

I’d be very concerned by that. I’d expect the health inspection authorities to look into this.

Ne sarei molto preoccupato. Mi aspetterei che le autorità preposte alla salute dei cittadini si occupino della vicenda.

Come si arrivi a collegare il tutto con topi, cani e gatti è il vero mistero, ma denota più una fervida fantasia che non un genuino proposito di informare i lettori.

Ossa denti e occhi nel Kebab.

Anche i colleghi di Butac si interessarono alla bufala sulla carne di animali “impropri”, arrivando anche ad analizzare quelli che sono i controlli effettivi dal punto di vista sanitario, per quanto riguarda l’igiene ed il trattamento degli ingredienti, compresa la storia dei pezzi di ossa e occhi di vari animali all’interno di questa pietanza, partendo dal totale fraintendimento di uno studio inglese che non riguardava l’Italia. Salvo eccezioni rare e circoscritte a lotti isolati, che non possiamo escludere per nessun prodotto, quando andiamo a mangiare un kebab non entriamo in una zona franca dove si elaborano ingredienti che possono eludere i controlli.

Un vegetariano su tre mangia kebab in segreto.

Stando ad uno studio – non meglio precisato da chi lo riporta – un terzo dei vegetariani non resisterebbe alla carne quando si trova in stato di ebrezza. Tra i cibi “proibiti” più gettonati ci sarebbe proprio il kebab, seguito dagli hamburger di manzo.

One in three have also said they eat meat every time they were drunk on a night out with kebab meat and beef burgers being the most common.

Uno su tre ha anche detto che mangia carne ogni volta che si ubriaca la sera, solitamente con carne di kebab o hamburger di manzo.

Tale studio semplicemente non esiste. Troviamo invece vari siti in lingua inglese che millantano l’esistenza di tale “prova”. Tutto si riduce quindi ad una narrazione pseudoscientifica che fa leva sui preconcetti di molti lettori verso vegani e vegetariani, a prescindere da quelli che sono i reali pro e contro di queste rispettabili scelte alimentari. Se ne occuparono già nel 2015 i colleghi di Snopes.

Kebab con grasso, interiora e batteri.

Non sono in circolo solo bufale di origine "onnivora" verso i vegetariani, si trovano anche quelle prodotte da siti chiaramente schierati contro gli alimenti a base di carne, come illustrano molto bene i colleghi di Bufale e dintorni. Sono molto più sobrie rispetto alle precedenti, limitandosi a sostenere che nel kebab si possano trovare interiora e infestazioni batteriche. Al solito non mancano gli studi inventati o deliberatamente distorti. Ma esistono anche fonti autentiche, le quali difficilmente possono essere smentite – perché fatte dalle autorità competenti – le quali smentiscono l'esistenza di pericoli per la nostra salute, così come la presenza di altri "ingredienti segreti". Le analisi periodiche effettuate dalle autorità preposte sono anche fonti scientifiche, utilizzabili nelle tesi di laurea – come quella di Alessandra Nencioni – spesso citata nei siti che si interessano di far luce sulle bufale che girano in merito: “Doner kebab: valutazione microbiologica del prodotto e sorveglianza veterinaria nel territorio della AUSL 2-Lucca”. Questo documento è importante anche per il fatto che si corrobora con altri studi preesistenti.

Il Kebab ci avvelena coi fosfati.

Secondo diversi tabloid tedeschi il Kebab sarebbe a rischio di bando. In Germania i kebab sono molto diffusi grazie anche alla presenza di una numerosa comunità turca, ben l’80% di tutta la produzione verrebbe consumata regolarmente dai tedeschi. Si tratta di un vero e proprio business che rappresenta circa 110mila posti di lavoro. Tutto parte dal via libera concesso dalla Commissione dell’ambiente del Parlamento europeo, per vietare i fosfati contenuti nella carne congelata. Non si capisce bene per quale motivo questo dovrebbe mettere a rischio solo il mercato dei kebab. Secondo la legge i fosfati già da ora non sono permessi nel kebab, come precisa la rete dei consumatori europei Beuc. In realtà, in alcuni paesi si ricorre a una dose minima di fosfati, ma mediamente la dose contenuta in un kebab è ben al di sotto della soglia di rischio, secondo quanto riferisce l’esperta tedesca di sanità presso il Parlamento europeo, Renate Sommer.

Mangiando kebab i cittadini europei consumano in media ogni anno tanti fosfati quanti sono contenuti in una bottiglia da 1,5 litri di Coca cola.

Il problema, come suggeriva già la Sommer, sta nelle quantità: è la dose che fa il veleno, non ci stancheremo mai di ripeterlo. Non ci resta che sperare nel buonsenso dei nostri rappresentanti.