Credit: Jorge A. Gonzalez
in foto: Credit: Jorge A. Gonzalez

Da un sito di scavi dello Utah, negli Stati Uniti, è emerso il fossile straordinario di un animale del Cretaceo molto somigliante a un mammifero, ma con diverse caratteristiche da rettile. Cifelliodon wahkarmoosuch, questo il nome attribuitogli dagli scienziati della Keck School of Medicine presso l'Università della California del Sud, apparteneva al gruppo dei cosiddetti haramiyidani, animali con dettagli anatomici dei due gruppi. Proprio per questa ragione la loro collocazione nell'albero filogenetico è controversa: alcuni studiosi li inseriscono all'interno dell'albero genealogico dei veri mammiferi, per altri, come i ricercatori che hanno analizzato il nuovo reperto, si tratta invece di un ramo laterale.

Il fossile di Cifelliodon wahkarmoosuch è rappresentato da un cranio ottimamente conservato, che ha mantenuto la sua struttura tridimensionale. Per i paleontologi si tratta di una vera e propria miniera d'oro di informazioni, considerando che quasi tutto ciò che sapevamo degli haramiyidani derivava da singoli denti. Il reperto, curiosamente, fu trovato nel 2006 sotto il piede fossile di un grande dinosauro, ed è stato possibile determinarne l'esatta natura solo grazie a un'innovativa tecnica di scansione a raggi X.

L'animale visse nell'America settentrionale tra i 139 e i 124 milioni di anni fa, in pieno Cretaceo, dove rappresentava una sorta di ‘gigante' rispetto alle altre specie legate alla linea dei mammiferi. Superava infatti il chilogrammo di peso ed era grande come una lepre, mentre la maggior parte dei suoi simili non superava le dimensioni di un toporagno. Del resto all'epoca dominavano i dinosauri, che rendevano la vita ai nostri antenati e affini un vero e proprio inferno; è possibile che i sensi e il cervello dei mammiferi siano stati perfezionati proprio dalla convivenza con questi ‘mostri'.

Credit: Jorge A. Gonzalez
in foto: Credit: Jorge A. Gonzalez

Cifelliodon wahkarmoosuch era una creatura notturna, con occhi poco sviluppati e un potente olfatto, che sfruttava per cacciare piccole prede. Aveva denti molto affilati, orecchie arrotondate e una lunga e folta coda. Dal cervello molto piccolo, il tipo di palato e la dentatura, i ricercatori hanno determinato che il gruppo degli haramiyidani era molto vicino all'albero genealogico dei mammiferi, ma al di fuori di esso. Essendo stato trovato nello Utah, secondo gli scienziati la migrazione degli antenati dei mammiferi dall'Europa e dall'Asia all'America del Nord sarebbe andata avanti sino al Cretaceo inferiore; ciò suggerisce che il supercontinente Pangea potrebbe essersi spezzato 15 milioni di anni più tardi di quanto ritenuto in passato. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati su Nature.

[Credit: Jorge A. Gonzalez/Università della California del Sud]