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La World Meteorological Organization (WMO) ha pubblicato online il nuovo Atlante Internazionale delle Nuvole, affascinanti protagoniste dei nostri cieli ma soprattutto fulcro del vitale ciclo dell'acqua. Sebbene gli esperti non abbiano ritoccato i cosiddetti generi di nubi, ovvero le dieci macrocategorie che ne definiscono aspetto fondamentale e punto d'origine (cumulonembi, stratocumuli, altocumuli e via discorrendo), hanno invece messo mano alle cosiddette ‘specie' e alle altre categorie inferiori, che in tutto generano un centinaio di distinte tipologie. Le specie si riferiscono alla forma e alle caratteristiche interne dei corpi nuvolosi, mentre le varietà ne rappresentano la disposizione spaziale, la trasparenza e altri dettagli. Era dal 1985 che non veniva ritoccato questo atlante.

La nuova 'specie' volutus: credit Michael https://www.wmocloudatlas.org/clouds-species-volutus.html
in foto: La nuova ’specie’ volutus: credit Michael

L'unica nuova specie aggiunta dalla WMO è la cosiddetta ‘volutus' o roll cloud, così chiamata per la bizzarra forma cilindrica orizzontale, ma non mancano diverse sorprese; sono infatti ben cinque le tipologie di ‘nuvole speciali' che da quest'anno arricchiscono l'autorevole atlante. I loro nomi, rigorosamente in latino come vuole la tradizione scientifica, sono i seguenti: flammagenitus, cataractagenitus, silvagenitus, homomutatus e homogenitus.

Flammagenitus - Foto di Jan Knight https://www.wmocloudatlas.org/flammagenitus.html
in foto: Flammagenitus – credit Jan Knight
Cataractagenitus - Foto di Courtel https://www.wmocloudatlas.org/cataractagenitus.html
in foto: Cataractagenitus – credit  Courtel
Silvagenitus - Franz Feldman https://www.wmocloudatlas.org/silvagenitus.html
in foto: Silvagenitus –credit Franz Feldman
Homomutatus - George Anderson https://www.wmocloudatlas.org/homomutatus.html
in foto: Homomutatus – credit George Anderson
Homogenitus Foto di Jarmo Koistinen https://www.wmocloudatlas.org/homogenitus.html
in foto: Homogenitus – credit Jarmo Koistinen

Homogenitus rappresenta una categoria estremamente peculiare, poiché abbraccia tutte quelle forme nuvolose generate da fattori antropici, come le scie di condensazione lasciate dal transito degli aerei, coinvolte in una delle bufale del web maggiormente virali, quella delle famigerate scie chimiche.

I ricercatori della WMO hanno inoltre inserito cinque nuovecaratteristiche supplementari‘ (supplementary features) per inquadrare con maggiore specificità i vari corpi nuvolosi, che prendono i nomi fantasiosi di asperitas, cauda, fluctus, murus (ovvero un ‘muro di nuvole') e cavum, un vero e proprio buco in uno strato nuvoloso compatto.

Asperitas - Gari McArthur https://www.wmocloudatlas.org/clouds-supplementary-features-asperitas.html
in foto: Asperitas – credit Gary McArthur
murus
in foto: Murus – credit Eric Van Lochem
Fluctus - June Gronseth https://www.wmocloudatlas.org/clouds-supplementary-features-fluctus.html
in foto: Fluctus – credit June Gronseth
Cavum - Lee Cheung https://www.wmocloudatlas.org/clouds-supplementary-features-cavum.html
in foto: Cavum – credit Lee Cheung

Chiude il quadro delle novità nel Cloud Atlas la cosiddetta nuvola accessoria ‘Flumen‘, che descrive una nuvola bassa associata a forti tempeste.

Flumen - Steve Willington https://www.wmocloudatlas.org/clouds-accessory.html
in foto: Cauda/Flumen – credit Steve Willington

La comprensione delle nuvole rappresenta una componente fondamentale nelle scienze che si occupano dei modelli meteorologici, come ribadito dal segretario generale della WMO Petteri Taalas, e la speranza è che il nuovo atlante, scientificamente rigoroso ma piacevole da consultare, possa avvicinare più persone possibili ai temi legati ai cambiamenti climatici.

[Foto di Gary McArthur]