La maggior parte degli europei contemporanei discendono da un pugno di uomini che vivevano già nel vecchio continente nell'Età del Bronzo, ossia tra il 3.500 e il 1.200 a. C. circa. Diversi millenni fa una esplosione demografica portò alla crescita esponenziale di questo ceppo, oggi rintracciato attraverso uno studio curato dal Professor Mark Jobling e dalla Dottoressa Chiara Batini, del Dipartimento di Genetica della britannica University of Leicester. Il lavoro è stato reso noto attraverso un articolo pubblicato dalla rivista Nature Communications.

L’albero genealogico degli europei

Le tecniche di sequenziamento del genoma consentono già da diversi anni di risalire indietro nel tempo, fino a migliaia di anni fa, consentendo di ricostruire storie di intere popolazioni o nazioni. In questo caso particolare, i ricercatori hanno individuato le tracce genetiche del cromosoma Y, che si trasmette esclusivamente di padre in figlio, in 334 uomini provenienti da 17 nazioni dell’Europa e del Medio Oriente. Metodi innovativi di analisi hanno restituito un ritratto meno sbiadito della diversità genetica dell’epoca, consentendo una stima dei tempi estremamente precisa. Questo ha portato alla costruzione di un albero genealogico del cromosoma Y europeo che può essere utilizzato per il calcolo dell’età di ciascun ramo.

Due terzi dei maschi europei condividono gli stessi antenati

Tre rami più giovani, le cui forme indicano recenti espansioni, hanno in comune un cromosoma Y che ricorre nel 64% degli uomini studiati: questo significa che la gran parte della discendenza europea sarebbe ascrivibile ad appena tre giovani lignaggi paterni. Gli studi sulle popolazioni, inoltre, indicano un costante spostamento di popolazioni dall'area balcanica verso le isole britanniche, probabile conseguenza di un incremento demografico importante verificatosi lungo un arco di tempo compreso tra 2.000 e 4.000 anni fa. Curiosamente, questo risultato è in contrasto con studi precedenti che avevano ricostruito la storia dell'umanità anche esclusivamente attraverso il DNA mitocondriale, che si eredita per via materna: in precedenza, infatti, si erano individuati boom demografici molto più antichi.

L'età del bronzo

La moderna popolazione europea sembrerebbe quindi discendere proprio da questa espansione della popolazione maschile, collocata in un momento di passaggio cruciale nella storia della civiltà umana: fu questa, infatti, l'epoca in cui si registrarono significativi mutamenti nelle pratiche di sepoltura, in cui si diffuse sempre più la pratica della domesticazione dei cavalli e in cui lo sviluppo della metallurgia portò alla fabbricazione di nuovi utensili ed armi. Un periodo del quale è la complessità culturale la cifra caratteristica, fatto che rende ancor più difficile stabilire un collegamento certo tra uno specifico evento e lo sviluppo demografico: tuttavia i ricercatori si dicono fiduciosi nella possibilità di comprendere come e quando accadde qualcosa di determinante per innescare questo processo, sempre attraverso ulteriori indagini sul cromosoma Y.

[Immagine principale: ricostruzione di un'abitazione dell'Età del Bronzo presso il sito inglese di Flag Fen, via Wikipedia]