Per la prima volta è stato dimostrato un legame evidente tra la capacità di sistematizzare – cioè l'abilità nell'individuare schemi e derivare regole – e le doti matematiche, una scoperta che spiega le ragioni per cui gli autistici spesso hanno una predisposizione per questa materia. In base a diverse teorie, infatti, chi soffre di disturbi dello spettro autistico avrebbe una tendenza a ‘iper-sistematizzare', manifestando modelli comportamentali ripetuti e resistenti ai cambiamenti. Sarebbe proprio questa caratteristica a favorire le brillanti capacità matematiche. D'altro canto, vanno considerate anche le difficoltà relazionali e comunicative tipiche di chi è colpito da questi disturbi, che tuttavia potrebbero essere migliorate proprio attraverso giochi e attività che incentivano la sistematizzazione.

A scoprire il legame tra l'abilità di sistematizzare e la matematica è stata la professoressa italiana Paola Bressan, docente presso il Dipartimento di Psicologia Generale dell'Università di Padova, che ha voluto indagare su questo controverso rapporto. Altri studi, in passato, non erano infatti giunti a conclusioni esaustive, nonostante si tratti di un legame apparentemente intuitivo. Per questo la ricercatrice ha pensato di coinvolgere due gruppi eterogenei di studenti (uno di materie scientifiche e l'altro di psicologia), che solitamente approcciano i problemi matematici con due processi mentali differenti. Per risolvere i problemi che affrontiamo ogni giorno, infatti, usiamo una duplice strategia, che spesso è interconnessa: una basata sull'empatia (sociale) e l'altra sulla sistematizzazione, basata su categorie e previsione del risultato.

La matematica, fatta di schemi è regole, richiede l'approccio sistematico, e non a caso gli studenti delle materie scientifiche hanno affrontato il test con questo metodo, mentre quelli di psicologia hanno adottato di più quello empatico. Dai risultati sono emerse alcune disparità; ad esempio le donne avevano ottenuto in media punteggi in matematica più bassi degli uomini, che a loro volta avevano dimostrato di sistematizzare di più. Dopo aver isolato il fattore dell'approccio sistematico, tuttavia, la Bressan ha dimostrato una sostanziale parità nei punteggi. Proprio per questo si ritiene che le persone più brave a sistematizzare sono anche quelle con le migliori capacità matematiche, che non a caso sono mediamente più brillanti proprio in quelle con disturbi dello spettro autistico. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports del circuito Nature.