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Covid 19

Chi fuma e svapa rischierebbe complicazioni da coronavirus, secondo uno studio

Poiché il vizio del fumo, lo svapare e la COVID-19 fanno aumentare i fattori di coagulazione del sangue, due scienziati dell’Università del Texas suggeriscono che i pazienti contagiati dal coronavirus SARS-CoV-2 possano andare incontro più facilmente a complicazioni neurologiche e cerebrovascolari come gli ictus. Tuttavia il virus è troppo nuovo per esserne certi, aggiungono gli esperti.
A cura di Andrea Centini
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Chi ha il vizio del fumo e/o delle sigarette elettroniche potrebbe avere maggiori probabilità di sviluppare complicazioni neurologiche e cerebrovascolari (come un ictus) nel caso in cui venisse colpito dalla COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2. Ciò sarebbe dovuto al fatto che il patogeno emerso in Cina è in grado di attaccare sia il sistema respiratorio che quello vascolare, determinando la formazione di coaguli di sangue potenzialmente fatali. Poiché anche lo svapare e il fumo sono in grado di influenzare i fattori di coagulazione del sangue, avere questi vizi ed essere infettati dal coronavirus potrebbe determinare un vero e proprio mix esplosivo.

A suggerirlo – ma senza confermarlo – è uno studio condotto da due scienziati del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche e del Center for Blood-Brain Barrier Research presso il Texas Tech University Health Sciences Center (TTUHSC) di Amarillo, Stati Uniti. I due ricercatori, il professor Luca Cucullo e la dottoressa Sabrina Rahman Archie, in precedenza avevano dimostrato che il fumo può compromettere la funzione respiratoria, e successivamente colpire sistema vascolare e cervello, in una sorta di parallelismo con le complicanze scatenate dalla COVID-19. Sempre più ricerche stanno mostrando che il coronavirus è in grado di determinare la formazione di coaguli di sangue, come quella recente della Scuola di Medicina Long Island presso l'Ospedale Winthrop dell'Università di New York, e in diversi casi sono stati riscontrati ictus in pazienti contagiati, giovani e in salute. Una ricerca condotta su 214 persone, ad esempio, ha rilevato che ben il 36,45 percento dei pazienti con COVID-19 presentava sintomi neurologici, come indicato in un comunicato stampa dell'ateneo texano.

Alla luce di queste premesse, Cucullo e Archie – che hanno studiato a lungo l'impatto neurologico e cerebrovascolare del fumo e dello svapo – hanno deciso di indagare più a fondo sulla relazione tra i vizi e l'infezione da coronavirus. La dottoressa Archie ha dichiarato che la COVID-19 sembra aumentare le concentrazioni di un cosiddetto pro-coagulante del sangue, in particolar modo il fattore von Wellebrand, che catalizza l'azione delle piastrine nelle ferite. “Quando il fattore coagulante aumenta nel nostro corpo, ci saranno maggiori possibilità di formazione di coaguli. In definitiva, sarà responsabile di diverse disfunzioni vascolari, come ad esempio ictus emorragico o ischemico”. “Poiché COVID-19 e il fumo o lo svapo aumentano entrambi i fattori della coagulazione del sangue che possono eventualmente influenzare il sistema vascolare cerebrale”, si legge nel comunicato stampa dell'ateneo americano, Cucullo ritiene che il rischio di ictus possa essere ancora più elevato per i pazienti COVID-19 che fumano. “COVID-19 sembra avere questa capacità di aumentare il rischio di coagulazione del sangue, così come il fumo. Questo può in definitiva tradursi in un rischio maggiore di ictus”, ha aggiunto lo scienziato.

Dall'analisi dei dati clinici sui pazienti affetti da COVID-19, è emerso che parte di chi l'ha superata ha ancora un rischi significativo di ictus, questo nonostante la giovane età, lo stato di salute e l'attività fisica, che non sembrano essere fattori protettivi. “Poiché fumo e svapo sono in grado di compromettere il sistema immunitario e vascolare, innescare la disfunzione cerebrovascolare e neurologica, e spesso peggiorano i risultati per chi contrae influenza o altre malattie respiratorie o polmonari”, si legge nel comunicato stampa, e poiché la COVID-19 sembra avere un impatto simile, "sembrerebbe logico pensare che i rischi per la salute siano aumentati nei pazienti COVID-19 che fumano". Ma il virus è troppo nuovo "per esserne certo", ha concluso Cucullo. I dettagli della ricerca “Cerebrovascular and Neurological Dysfunction under the Threat of COVID-19: Is There a Comorbid Role for Smoking and Vaping?” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica International Journal of Molecular Sciences.

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