Dopo oltre un secolo dalla sua scomparsa il lupo grigio (Canis lupus) è stato osservato nelle Fiandre, la regione settentrionale del Belgio. È la prima volta da quando la specie è tornata a ripopolare il continente europeo, un'altra conferma che il lupo sta occupando tutti gli habitat dai quali era stato estirpato con la forza nei decenni passati. Paura, urbanizzazione selvaggia, vendetta per le aggressioni al bestiame e caccia intensiva, infatti, all'inizio del XX secolo lo avevano portato sull'orlo dell'estinzione in larga parte dell'Europa occidentale. Solo in seguito alla Convenzione di Berna del 1979, quando si decise di rendere il lupo una specie protetta, questi splendidi animali hanno conosciuto una “seconda giovinezza”.

L'esemplare avvistato in Belgio era già noto agli scienziati e proveniva dalla Germania, come indicato dai dati satellitari captati dal suo collare elettronico. Durante le feste di Natale lo stesso lupo aveva visitato i Paesi Bassi. “Negli ultimi giorni il lupo è rimasto vicino alla città fiamminga di Beringen e alla base militare di Leopoldsburg, l'animale ha percorso 500 chilometri in dieci giorni”, ha sottolineato in un comunicato il gruppo di ambientalisti che ha diffuso la notizia del prezioso avvistamento. Come specificato, è il primo confermato al 100 percento in Belgio dell'ultimo secolo; alcuni anni addietro, nel 2011, delle videocamere notturne con sensore di movimento captarono immagini confuse di un canide nelle Ardenne (la regione belga meridionale); si pensa fosse un lupo anch'esso, ma non è stato possibile confermarlo.

Questa rinascita del lupo sta creando alcuni problemi in diversi Paesi europei, con allevatori e agricoltori sul piede di guerra soprattutto per gli attacchi al bestiame. In Italia, che insieme a Francia e Spagna sta vivendo le situazioni con maggiore tensione, si era addirittura pensato a un piano di abbattimento controllato, ma fortunatamente il progetto è stato (per il momento) respinto dalle Regioni. La speranza è che vengano attuate misure di protezione più sagge – come recinti, cani pastore e simili – al fine di tutelare un predatore che ha tutto il diritto di vivere nel proprio habitat naturale. A maggior ragione quando si parla del lupo italiano (Canis lupus italicus), che un recente studio di un team di ricerca internazionale ha dimostrato essere una sottospecie unica al mondo.