Immagine NASA dei Campi Flegrei
in foto: Immagine NASA dei Campi Flegrei

Si chiamano Campi Flegrei, ossia ardenti, e nel loro paesaggio la storia naturale si fonde con quella delle civiltà che li abitarono: sì, perché l'area del golfo di Pozzuoli (con prolungamenti fino a Baia ma anche in direzione di Posillipo) ha sempre vissuto a stretto contatto con il fenomeno del bradisismo, consistente in un periodico e lento abbassamento e innalzamento del livello del suolo. Lento per i ritmi umani, s'intende, dato che anche un solo centimetro all'anno è decisamente parecchio per i tempi geologici. Le cause all'origine del bradisismo a tutt'oggi non sono state del tutto chiarite: in linea di massima, comunque, si concorda sul fatto che le variazioni del sistema vulcanico (aumento di temperature e di pressione nelle rocce del sottosuolo) possano determinare il sollevamento dell'area, «secondo una geometria a cupola centrata sulla città di Pozzuoli».

Dove "si vede" il bradisismo

Di per sé il fenomeno non si avverte ma, in zona, è possibile trovarselo sotto gli occhi in ogni istante. Dalle suggestive rovine del Parco sommerso di Baia, sostanzialmente una sorta di Atlantide di età romana a circa 6 metri sott'acqua dalla bellezza eccezionale, al Macellum del porto (da tutti chiamato Tempio di Serapide) le cui colonne erano sommerse fino al 1983 ed oggi sono superiori al livello del mare; sulle tre colonne principali è ancora possibile osservare in che modo i litodomi (o datteri di mare, se preferite) avessero raggiunto la ragguardevole altezza di oltre 6 metri quando, nel periodo medioevale, la sommersione da bradisismo dei Campi Flegrei era a quei livelli.

Il cosiddetto Tempio di Serapide con le colonne segnate dai litodomi (via Wikipedia)
in foto: Il cosiddetto Tempio di Serapide con le colonne segnate dai litodomi (via Wikipedia)

Occasionalmente il fenomeno può subire un'accelerazione: probabilmente la più radicale, di umana memoria, fu quella avvenuta nel 1538 quando, poco prima che il Monte Nuovo eruttasse, il mare "si ritirò" a causa di un bradisismo di segno positivo (quindi ascendente) improvviso che avrebbe portato ad un sollevamento di almeno 7 metri.

Crisi recenti

In generale, però, non è una regola che l'intensificazione repentina del fenomeno sia associata all'eruzione dei vulcani: la seconda metà del XX secolo ha visto negli anni 1969-72 e nel 1982-84 ben due crisi bradisismiche che, complessivamente, hanno portato ad un sollevamento del suolo di circa tre metri e mezzo. Tra l'82 e l'84 si verificarono circa 10.000 terremoti, spesso in forma di sciami. Durante le due crisi una parte della popolazione dovette lasciare le proprie case: in particolare negli anni '70 gli abitanti dell'antichissimo centro sul mare chiamato Rione Terra vennero evacuati.

Dopo il 1984 la tendenza si è nuovamente invertita ed è iniziato un lento processo di abbassamento del suolo, con episodi minori di sollevamento accompagnati da una sismicità di piccola entità: ossia terremoti di bassa magnitudo, come le 31 scosse di questa mattina con magnitudo non oltre 2,5. Dal 2004, con alcune fasi di stasi, si assiste al bradisismo di segno positivo con ritmi variabili.

Chi osserva oggi il bradisismo

L'area di Pozzuoli oggi è monitorata non soltanto da terra dall'INGV ma anche dal cielo: grazie ai dati raccolti dai radar satellitari, infatti, già qualche mese fa Sven Borgstrom, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, aveva spiegato che i leggeri movimenti di superficie inducono a tenere alto il livello di attenzione sul territorio. Il suolo si sta sollevando e Sentinel-1A, dal cielo, controlla: tra ottobre 2014 e marzo 2015 è cresciuto di circa mezzo centimetro al mese.

Ma i Campi Flegrei saranno osservati anche dal mare, grazie ad un cavo di fibra ottica che controllerà i movimenti del fondale marino: un progetto finanziato dal MIUR con fondi europei chiamato Pon Monica (MONitoraggio Innovativo delle Coste e dell'Ambiente marino) avrà il compito di tenere sotto controllo una situazione che, pur non presentando rischi nell'immediato, merita la massima attenzione anche in ragione dell'intensa urbanizzazione dell'area. Un'area che, comunque, convive da sempre con il bradisismo e che, anche per questo, è un tesoro da proteggere, con un patrimonio archeologico dalla ricchezza e dalla bellezza che stupisce, segnato come è dai movimenti della sua terra ardente.