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20 Gennaio 2015
18:27

Cellule staminali usate per chiudere una cicatrice nei bronchi

La tecnica interamente italiana si è guadagnata l’attenzione delle riviste di settore d’Oltreoceano per aver curato una fistola post-chirurgica con un’operazione mini-invasiva.
A cura di Redazione Scienze
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La produzione e manipolazione delle cellule staminali avviene in vitro in laboratorio, attraverso procedure molto delicate e complesse. Un minimo errore può rendere inefficace la terapia.
La produzione e manipolazione delle cellule staminali avviene in vitro in laboratorio, attraverso procedure molto delicate e complesse. Un minimo errore può rendere inefficace la terapia.

La tecnica tutta italiana è di quelle che meritano l'attenzione internazionale. E' così che la riparazione del tessuto bronchiale grazie alle staminali ideato da Francesco Petrella, vice direttore di Chirurgia toracica presso l'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano si guadagna l'attenzione del New England Journal. Un'operazione eseguita su un paziente di 42 anni ha decretato, secondo il giornale statunitense, "il passaggio dal laboratorio alla clinica di queste cellule studiate ovunque nel mondo per il loro potere di rigenerarsi nei tessuti in cui sono trasferite". L'uomo affetto da un tumore, il mesotelioma pleurico, ha ricevuto un intervento minivansivo che la scienza ricercava da tempo. La risposta era in quelle cellule il cui uso, negli ultimi anni, ha fatto registrare nella scienza medica importanti progressi. Le cellule, prelevate dal midollo spinale ed iniettate nella cicatrice del tessuto bronchiale, si sono moltiplicate e hanno naturalmente "tappato" la fistola post-chirurgica, una ferita che si apre nell'8% dei casi di asportazione del polmone e nel 3% dei casi di asportazione di un lobo polmonare. Ad otto mesi dall'intervento non si registrano recidive. Lorenzo Spaggiar, direttore di Chirurgia toracica all'Ieo, ha spiegato a Repubblica.it che

Fino ad oggi i chirurghi erano costretti ad intervenire su malati già provati dalla chirurgia, con metodiche invalidanti che possono richiedere medicazioni quotidiane anche per anni. Per questo siamo entusiasti di aver dimostrato clinicamente che le staminali adulte possono indurre una riparazione naturale, contribuendo ulteriormente allo sviluppo delle tecniche del trapianto del bronco e anche della trachea. Il trapianto con staminali infatti non crea rigetto.

Tuttavia, affinché la tecnica possa diventare prassi medica è necessario attendere che si proceda ad una sperimentazioni clinica. Solo dopo questo passaggio la terapia con le cellule staminali potrà diventare standard ed essere eventualmente estesa anche ad altri distretti anatomici.

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