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Un semplice test del sangue per diagnosticare la celiachia è sempre più vicino grazie a una nuova e promettente ricerca. Gli scienziati hanno infatti individuato alcuni marcatori biologici che emergono a poche ore dall'ingestione del glutine, i cui livelli possono essere predittivi della malattia. La celiachia è un'infiammazione cronica dell'intestino tenue che a lungo termine può avere conseguenze gravissime per la salute dei pazienti, ma si stima che in moltissimi ne soffrano senza saperlo. Solo in Italia i malati di celiachia non diagnosticati sarebbero ben 400mila. Un semplice test del sangue per la diagnosi potrebbe ribaltare completamente questa situazione e determinare enormi benefici non solo per la salute dei pazienti, ma anche sulle casse del sistema sanitario, che investe moltissimo per trattare le conseguenze della criptica patologia.

La ricerca. A individuare la “firma” biologica della celiachia è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research di Parkville, Australia, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Massachusetts General Hospital di Boston, dei dipartimenti di Medicina e Pediatria dell'Università di Chicago, del KG Jebsen Celiac Disease Research Center dell'Università di Oslo (Norvegia) e di altri istituti. Gli scienziati, coordinati dal professor Jason Tye-Din, gastroenterologo presso l'Ospedale Reale di Melbourne e capo ricercatore all'istituto australiano, hanno coinvolto nello studio numerosi volontari celiaci e hanno analizzato sangue e reazioni dopo averli sottoposti a due trattamenti diversi; ingestione di una bevanda a base di farina di grano o iniezione di peptidi di glutine sottopelle.

I risultati. Poiché nei malati di celiachia la presenza del glutine in circolo determina una reazione del sistema immunitario, che è alla base degli effetti gastrointestinali (come nausea, vomito, dolori addominali e così via), Tye-Din e colleghi si sono concentrati sui livelli delle citochine, le molecole che si sviluppano nel processo infiammatorio. Ebbene, hanno osservato che a sole due ore dall'ingestione di glutine i celiaci hanno mostrato livelli sensibilmente superiori delle citochine IL-2 (interleuchina-2) e IL-8, e a quattro ore anche di IL-10. Maggiori erano gli effetti gastrointestinali negativi e più alte erano le concentrazioni di queste molecole. Ciò significa che potrebbe essere possibile diagnosticare la patologia attraverso un semplice test del sangue, in grado di evidenziare i livelli queste citochine a poche ore dall'ingestione di un solo pasto con glutine. I metodi diagnostici moderni prevedono invece il consumo di glutine per più settimane consecutive, diversi test del sangue e infine il prelievo di una biopsia dall'intestino tenue, un intervento invasivo che rappresenta la “prova del nove”. Gli autori della ricerca continueranno a lavorare per mettere a punto l'ambizioso test. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Advances.