Credit: Boris Tunyev
in foto: Credit: Boris Tunyev

Grazie a un'approfondita analisi genetica è stata identificata una nuova e spettacolare specie di serpente in Europa, che è stata chiamata Elaphe urartica. Il rettile, il più grande del Vecchio Continente grazie ai suoi 2,60 metri di lunghezza massima, è affine al cervone (Elaphe quatuorlineata) – il serpente più grande che vive in Italia – e al cervone orientale (Elaphe sauromates). Proprio dalle analisi genetiche e morfologiche condotte su esemplari di cervone orientale si è capito che non appartenevano tutti alla stessa specie. A classificare l'Elaphe urartica è stato un team di ricerca internazionale guidato da erpetologi dell'Università Comenius di Bratislava, Slovacchia, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Accademia delle scienze russa, dell'Accademia nazionale delle scienze dell'Azerbaigian, dell'Università Dokuz Eylül (Turchia) e di altri istituti europei.

Gigante buono. L'Elaphe urartica è un serpente appartenente alla famiglia dei colubridi, diurno, terricolo e con buone abilità natatorie. Come indicato, può raggiungere i 260 centimetri, ma la lunghezza media si attesta sui 140-160 circa. Ha una colorazione bruno-giallastra con una serie di bande, molto simili a quelle delle specie “sorelle”. Come tutti i boidi è un serpente non velenoso, che uccide le sue prede – principalmente piccoli mammiferi come ratti e arvicole – stritolandole con tra le sue spire. Soprattutto gli esemplari giovani non disdegnano altri rettili come le lucertole, uova, e piccoli uccelli. L'epiteto “urartica” è un omaggio al regno di Urartu che durò tra l'860 e 585 avanti Cristo. Il centro nevralgico del regno era nei pressi del lago di Van, nell'attuale Turchia, dove sono stati trovati alcuni dei serpenti studiati dai ricercatori. La specie ha una distribuzione molto ampia, che abbraccia diversi Paesi: oltre alla Turchia lo si trova infatti in Armenia, Iraq, Iran, Russia, Azerbaijan e Georgia. Poiché alcuni dei Paesi coinvolti hanno una situazione geopolitica instabile, gli scienziati hanno impiegato 17 anni di ricerca per raccogliere tutto il materiale necessario all'identificazione dell'Elaphe urartica.

Nuova specie. Ma come hanno fatto a capire che si trattava effettivamente di una specie diversa dal cervone orientale? Gli scienziati guidati dai professori Daniel Jablonski e David Jandzik hanno condotto analisi filogeografiche, morfologiche e soprattutto genetiche, studiando sia il DNA mitocondriale (COI , ND4 ) che quello nucleare (C-MOS , MC1R , RDPP , RAG1) degli esempari raccolti. Dai risultati delle indagini sono emersi chiaramente i distinti lignaggi dei serpenti, e nonostante la vicinanza genetica con gli altri due cervoni è stato possibile definire la nuova specie. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Peerj.