Durante il Medioevo anche le donne sono state grandi migratrici, non soltanto gli uomini. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale coordinato da studiosi dell'Università di Magonza (Germania), dopo aver condotto un'analisi genetica su resti prelevati da 41 tombe di siti archeologici dell'attuale Baviera. Tutte le tombe risalgono al V e VI secolo dC e sono state trovate lungo i fiumi Isar e Danubio. Gli studiosi, coordinati dal professor Joachim Burger, docente presto l'Istituto di Sviluppo Organico e Molecolare dell'ateneo tedesco, si sono concentrati in particolar modo sulle analisi di alcuni strani teschi di donna dalla forma allungata.

Dagli studi genetici è emerso che queste donne non erano del posto ma provenivano da terre lontane, quelle che oggi sono occupate da Romania, Grecia e Bulgaria. Le migratrici avevano un aspetto molto ‘esotico' rispetto alle autoctone, ha indicato il professor Burger, e molto probabilmente erano di una classe sociale elevata. Oltre al cranio allungato avevano anche capelli neri e una pelle rossastra, mentre i locali avevano pelle chiara e i capelli biondi, tipici delle popolazioni nordiche. Per ottenere un cranio di quel tipo, molto apprezzato in diverse culture, le donne sin da bambine venivano trattate con strettissime fasciature alla testa, che indirizzavano la crescita deformata. La pratica del cranio allungato era diffusa anche tra gli Unni, ma le analisi genetiche condotte sui resti trovati in Germania indicano una provenienza dell'Europa sud-orientale.

A stupire gli scienziati è stato l'elevato numero di reperti individuati, sintomo di una vasta migrazione programmata e non occasionale. Normalmente, infatti, le grandi migrazioni dell'epoca riguardavano soprattutto gli uomini, come soldati, esploratori o politici che facevano lunghi spostamenti all'interno del Vecchio Continente e lasciavano le loro tracce genetiche un po' ovunque. Le donne invece erano molto più ancorate ai luoghi d'origine, dunque secondo gli studiosi tedeschi ci deve essere stata una ragione specifica che ha portato queste donne dal cranio allungato a stabilirsi in Germania.

Pur essendo straniere erano comunque perfettamente integrate nella società locale, dato che si vestivano allo stesso modo e venivano sepolte con gli stessi manufatti degli autoctoni. Burger e colleghi faranno ulteriori indagini per scoprire se si sposavano con i cittadini del posto. È probabile che queste migrazioni fossero alla base di ‘alleanze strategiche' tra distanti popolazioni europee. I dettagli sull'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.

[Credit: State Collection for Anthropology and Palaeoanatomy Munich]