Gli uomini muoiono in media sei anni prima delle donne e affrontano i problemi legati a una diagnosi di cancro in solitudine. Sono i drammatici dati al centro della nuova campagna “Movember”, un progetto internazionale di sensibilizzazione sui tumori maschili che abbraccia temi come la prevenzione, la diffusione delle neoplasie e l'impatto che il cancro produce sulla salute mentale degli uomini. Nata nel 2003 dall'idea di due amici australiani, la campagna Movember ha come motto “cambiare la faccia della salute degli uomini”, un gioco di parole derivato dal simbolo del movimento, i baffi. Il termine Movember si riferisce proprio alla fusione tra moustache (baffi) e november, novembre, il mese nel quale chi aderisce alla campagna deve farsi crescere i baffi, impegnandosi al contempo in iniziative di donazione e attività in favore della prevenzione dei tumori maschili.

“Gli uomini hanno scarsa cultura della prevenzione – ha sottolineato il professor Ottavio De Cobelli, Direttore del Programma Urologia e Trattamento mininvasivo della Prostata all'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) – e quando si trovano di fronte a una possibile diagnosi sono terrorizzati e si informano molto meno attivamente delle donne. Inoltre, se si ammalano, parlano molto meno apertamente delle loro compagne dei disturbi e le paure. Ad esempio l'incontinenza e l'impotenza, che si possono presentare per periodi più o meno brevi a seguito dei trattamenti, sono spesso ancora argomenti tabù”. Per lo specialista la prevenzione è fondamentale, e tutti gli uomini dopo i 50 anni (anche prima per chi ha casi di tumore alla prostata in famiglia) dovrebbero recarsi dall'urologo per controlli e analisi specifiche, come l'esplorazione rettale e l'esame dell'Antigene Prostatico Specifico (PSA).

Tra i principali ‘bersagli' della campagna Movember vi sono il carcinoma alla prostata e il tumore al testicolo. Del primo dei due, uno dei più diffusi, in Italia vi sono ben 36mila nuovi casi all'anno, ma grazie ai nuovi trattamenti il 70 percento dei pazienti oggi sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. Recentemente uno studio condotto dall'Università di Harvard ha scoperto che la masturbazione può ridurre il rischio di ammalarsi di carcinoma prostatico fino al 33 percento. Per quanto concerne il tumore al testicolo, esso interessa soprattutto i giovani: nel 95 percento dei casi fortunatamente si guarisce, mentre nel restante si presenta una recidiva. Al di là della malattia, ciò che preoccupa gli specialisti è anche la componente psicologica, il modo in cui gli uomini vivono il cancro, spesso in solitudine, per questo sono così importanti campagne di sensibilizzazione come quelle della Movember Foundation.

[Credit: josealbafotos]