Ogni anno una rivoluzionaria pillola potrebbe salvare la vita a migliaia di uomini colpiti dal cancro alla prostata, poiché in grado di bloccare la progressione della malattia, anche quando si trova allo stadio avanzato. Si tratta di un farmaco a bersaglio genetico chiamato olaparib, che è già stato approvato per il trattamento del cancro alle ovaie e al seno. Esso risulta efficace negli uomini con carcinoma alla prostata che presentano specifiche mutazioni, come quelle osservate nei geni BRCA del carcinoma mammario, quelli noti come “geni Jolie”.

Ricerca internazionale. A dimostrare la validità dell'olaparib è stato un team di ricerca britannico guidato da scienziati dell'Istituto di ricerca sul cancro di Londra e del Royal Marsden NHS Foundation Trust, che hanno collaborato con diversi altri istituti. Nello studio di Fase II TOPARP-B sono stati coinvolti circa 700 uomini in due sessioni differenti; avevano tutti un carcinoma alla prostata con mutazioni a diversi geni. Le più comuni riguardavano BRCA 1, BRCA 2, ATM, CDK12, CHEK2 e PALB2, e proprio quelle ai “geni Jolie” – dal nome dell'attrice Angelina Jolie – erano i più diffusi (33 percento del totale).

Risultati. Il farmaco, somministrato tramite pillole giornaliere da 300 o 400 milligrammi, ha ritardato la progressione della malattia per una media di 8 mesi, anche se era a uno stadio molto avanzato. In un paziente su tre la malattia è stata bloccata per oltre un anno. L'olaparib fa parte di una classe di farmaci chiamata “inibitori di PARP” e potrebbe presto diventare il primo a sfruttare il targeting genico per combattere questa neoplasia, il tumore maschile più frequente che solo in Italia colpisce oltre 40mila uomini ogni anno (soprattutto dopo i 50 anni di età). I dettagli sul promettente farmaco sono stati presentati in seno all'Assemblea annuale dell'American Association of Clinical Oncology (ASCO).