10 Ottobre 2018
16:08

Cancro alla bocca, lo smog aumenta il rischio: +43% nelle zone più inquinate

Ricercatori taiwanesi hanno trovato un’associazione significativa tra cancro della bocca e inquinamento atmosferico. Nel mirino degli scienziati il particolato sottile PM 2.5, già sotto accusa per le patologie respiratorie e cardiovascolari, e l’ozono. Nelle aree più inquinate le probabilità di ammalarsi sono superiori del 43%.
A cura di Andrea Centini

Lo smog può aumentare il rischio di sviluppare il cancro alla bocca. Lo ha dimostrato un team di ricerca composto da studiosi provenienti da diversi istituti dell'isola di Taiwan, tra i quali l'Università della Scienza e della Tecnologia, il Centro medico nazionale di difesa e gli ospedali universitari di Chung Shan e della Cina. Gli scienziati, coordinati dal professor Yu-Hua Chu, docente presso il Dipartimento di amministrazione sanitaria dell'Università dell'Asia, hanno messo nel mirino il particolato sottile PM 2.5 e in misura minore l'ozono, già sotto accusa per provocare gravi patologie respiratorie e cardiovascolari.

Il team di studiosi è giunto a questa conclusione dopo aver analizzato statisticamente i dati di circa 500mila pazienti, raccolti da database nazionali relativi a cancro, assicurazioni e salute. Tutti i partecipanti avevano un'età uguale o superiore ai 40 anni, avevano avuto accesso a servizi di prevenzione sanitaria e rilasciato informazioni sul vizio del fumo e sul consumo di "betelquid". Si tratta di un prodotto tradizionale masticabile – conosciuto anche come paan – tipico del sudest asiatico, già associato da altre indagini allo sviluppo del cancro alla bocca.

Chu e colleghi hanno incrociato i dati dei pazienti con quelli delle concentrazioni di inquinanti atmosferici su base locale, trovando un'associazione evidente tra livelli superiori di PM 2.5 e maggiori probabilità di sviluppare il cancro alla bocca. La malattia è stata diagnosticata in circa 1.700 dei partecipanti coinvolti nello studio. Dall'analisi statistica dei dati è emerso che, nei luoghi dove il particolato sottile raggiungeva una concentrazione di 40,37 μg per metro cubo, risultava un rischio di sviluppare cancro al cavo orale superiore del 43 percento rispetto a quelli con una concentrazione di 26,74 μg per metro cubo. Un'associazione significativa, ma inferiore, è stata trovata anche in relazione all'ozono.

Gli autori dell'indagine sottolineano che si è trattato di un semplice studio di osservazione, dunque senza rapporti di causa-effetto, tuttavia i risultati suggeriscono che anche lo smog può essere responsabile di questa malattia, le cui diagnosi sono in costante aumento in tutto il mondo. Tra le principali cause vi sono il vizio del fumo e dell'alcol, il papilloma virus e la già citata masticazione del betelquid. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica British Medical Journal.

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