Il farmaco tamoxifene, uno dei più efficaci nel contrastare il rischio di recidiva del tumore al seno, funziona anche a basse dosi. Si tratta di una scoperta importantissima nel trattamento di questa diffusa neoplasia, e in particolar modo della forma intraepiteliale, poiché sebbene estremamente benefico il farmaco presenta diversi effetti collaterali da non sottovalutare. Oltre a nausea, vampate di calore, aumento della pressione e altri sintomi affini a quelli della menopausa, infatti, esso può comportare il rischio di cancro all'endometrio – dopo lemersione di polipi – e di tromboembolia venosa. Mantenere l'efficacia pur riducendo significativamente le dosi (da 20 milligrammi al giorno a 5 milligrami al giorno), dunque, può migliorare sensibilmente la qualità della vita di moltissime donne in cura.

La scoperta è stata fatta da un team di ricerca italiano coordinato dal professor Andrea De Censi, direttore di Oncologia Medica presso gli Ospedali Galliera di Genova e docente onorario alla Queen Mary University di Londra. Gli studiosi hanno coinvolto 500 pazienti di 14 diversi istituti italiani e le hanno suddivise in due gruppi; uno trattato con un placebo e un altro con 5 milligrammi al giorno di tamoxifene, al posto dei 20 milligrammi che solitamente vengono prescritti. Dall'analisi statistica dei dati è emerso che le donne trattate col medicinale, rispetto al placebo, hanno presentato un rischio ridotto del 50 percento di recidiva e del 75 percento di tumori all'altra mammella. Si tratta di un “risultato sovrapponibile a quello che si ottiene con il dosaggio a 20 milligrammi. Si ha una riduzione statisticamente significativa degli eventi avversi seri”, ha dichiarato il professor Andrea De Censi.

Lo studio, chiamato TAM-01, è stato possibile grazie al supporto dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori (LILT) e del Ministero della Salute. De Censi e colleghi sperano che lo stesso trattamento possa essere efficace nell'ambito preventivo per le donne con un alto rischio di ammalarsi: “Confidiamo che un trattamento con 5 mg al giorno di tamoxifene possa rivelarsi un'opportunità di prevenzione primaria anche nelle donne sane che hanno un alto rischio di sviluppare un tumore al seno, comprese le donne con mutazione di BRCA, quello conosciuto come il gene di Angelina Jolie”. I dettagli della ricerca, della quale potete leggere l'abstract cliccando su questo link, sono stati presentati in una conferenza al San Antonio Breast Cancer Symposium 2018, il più importante meeting di esperti al mondo sul carcinoma mammario che si tiene nella città texana fino all'8 dicembre.