Grazie a un semplice esame del sangue messo a punto da scienziati italiani è possibile sapere in anticipo se il cancro al seno svilupperà metastasi, con notevoli benefici per i pazienti sul fronte del contrasto al rischio di recidiva. Il test, basato su un dispositivo chiamato DEPArray, va a “caccia” delle cellule tumorali circolanti (CTC) e ne analizza il profilo genetico, intercettando le caratteristiche – i marcatori genomici – associate alla proliferazione delle metastasi nell'organismo. Poiché queste ultime rappresentano la componente che rende il cancro più aggressivo e letale, conoscere con largo anticipo se un tumore primario svilupperà tumori secondari in altri organi rappresenta un notevole vantaggio nella lotta alla patologia, potendo mettere a punto trattamenti preventivi.

Il rivoluzionario test del sangue è stato sviluppato da un team di ricerca composto da scienziati dell'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, in particolar modo dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana della Sezione di Medicina Interna e Oncologia Clinica e del Dipartimento di Emergenza e Trapianto d'organi presso la sezione di Patologia. La ricerca è stata coordinata dal professor Franco Silvestris, direttore del Centro Ricerche Oncogenomiche (CROG) e docente di Oncologia Medica al Policlinico di Bari.

Come indicato nel comunicato stampa diffuso dall'ateneo pugliese, il test si basa sull'applicazione della “biopsia liquida”, che permette di isolare le cellule tumorali circolanti del carcinoma mammario e rilevarne il potenziale metastatico. Dopo aver arricchito le CTC con anticorpi marcati a fluorescenza, le cellule tumorali vengono inserite nel DEPArray, un macchinario in grado di sequenziare il loro DNA e identificare le mutazioni dei cinquanta principali geni associati al cancro. Dalle analisi dei campioni gli scienziati dell'Università di Bari hanno identificato sottogruppi di mutazioni strettamente connesse alla proliferazione delle metastasi, e che possono quindi indicare il rischio di recidiva del carcinoma mammario in un paziente. Benché al momento sia stato sperimentato solo per il cancro al seno, gli scienziati suggeriscono che il test potrà essere utilizzato anche per prevedere il rischio metastastico di altre neoplasie. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista Scientific Reports del circuito Nature.