Per la prima volta in Italia è in sperimentazione un promettente farmaco contro il tumore del fegato maligno più frequente, l'epatocarcinoma. Il trattamento è al momento disponibile presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar – grazie alla collaborazione con l'Università dell'Insubria – e all'Istituto Nazionale Tumori “Pascale” di Napoli. Il farmaco, un vaccino chiamato IMA970A, viene somministrato a pazienti volontari con tumori allo stadio molto precoce, precoce e intermedio. La stessa sperimentazione è attiva anche in Germania, Spagna, Francia, Belgio e Gran Bretagna; tutti i centri europei coinvolti, compresi quelli italiani, fanno riferimento allo studio internazionale di fase I-II HEPAVAC-101, che è stato sviluppato proprio per valutare la tollerabilità e l'efficacia del nuovo vaccino.

Ma come funziona IMA970A? Innanzitutto, esso è pensato per i pazienti che hanno già in programma un'altra tipologia di trattamento del tumore, cioè “intervento chirurgico, termoablazione o ablazione mediante radiofrequenza e microonde, chemioembolizzazione e radioembolizzazione”, come si legge nel comunicato diffuso dal nosocomio della provincia di Verona. Questa malattia, infatti, dopo uno dei suddetti interventi tende comunque a ripresentarsi, e lo scopo del vaccino è proprio quello di rallentare la ricomparsa del cancro e favorire la sua regressione. IMA970A è un farmaco chemioterapico con funzione immuno-modulante a base di ciclofosfamide, e agisce favorendo l'azione del sistema immunitario per tenere a bada la pericolosa patologia.

Come indicato, l'epatocarcinoma è il tumore maligno al fegato più diffuso in assoluto, e l'incidenza nel mondo è di ben 750mila nuovi casi all'anno. Più del 70 percento di questi tumori è legato all'abuso di sostanze alcoliche e alle infezioni da parte dei virus dell'epatite C (HCV) e dell'epatite B (HBV). Nel nostro Paese, nel 2017, le nuove diagnosi di epatocarcinoma sono state 13mila, e negli ultimi tre anni i tumori al fegato hanno ucciso poco meno di 10mila italiani. La sopravvivenza a cinque anni dall'infausta diagnosi è del 20 percento appena, per questo i ricercatori si augurano che il nuovo vaccino sia ben tollerato e che possa garantire una sopravvivenza più lunga ai pazienti colpiti. Per chiunque fosse interessato alla sperimentazione può contattare il Numero Verde 800 143 143 del Cancer Care Center – Ospedale Sacro Cuore Don Calabria.

[Credit: DarkoStojanovic]