Credit: Università di Adelaide
in foto: Credit: Università di Adelaide

Creato un microscopico ago per biopsia cerebrale in grado di “vedere” i vasi sanguigni quando viene inserito nel cervello, una caratteristica che permette di limitare al massimo il rischio di pericolose emorragie. Durante gli esami bioptici tradizionali, seppur di routine e mini-invasivi, c'è infatti una certa probabilità che il neurochirurgo possa danneggiare inavvertitamente i vasi dell'area da esplorare; le fasi più delicate sono quelle dell'inserimento dell'ago e dell'asportazione del tessuto da analizzare, come può essere una massa tumorale. Con il nuovo rivoluzionario strumento, testato per la prima volta con successo su pazienti sottoposti a interventi neurochirurgici, questo rischio viene abbattuto poiché l'ago avvisa il medico della presenza dei vasi sanguigni.

A mettere a punto l'ago per imaging (imaging needle) è stato un team di ricerca australiano guidato da studiosi dell'ARC Centre of Excellence for Nanoscale BioPhotonics e dell'Institute for Photonics and Advanced Sensing dell'Università di Adelaide, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Sir Charles Gairdner Hospital e dell'Università dell'Australia Occidentale. L'ago è stato testato su 11 pazienti sottoposti a interventi neurochirurgici, riuscendo a rilevare vasi sanguigni con un diametro superiore ai 500 micrometri (milionesimi di metro) con una sensibilità del 91,2 percento e una specificità del 97,7 percento. In precedenza aveva dato eccellenti risultati su modelli animali e su cervelli umani donati dopo la morte. “Questo è il primo utilizzo documentato della sonda nel cervello umano durante la chirurgia dal vivo, ed è il primo passo nel lungo processo necessario per portare nuovi strumenti come questo nella pratica clinica”, ha dichiarato il principale responsabile del progetto, il professor Robert McLaughlin, direttore della Biofotonica presso la Facoltà di Medicina dell'ateneo di Adelaide.

Ma come funziona esattamente questo ago super tecnologico? McLaughlin e colleghi hanno trasformato un normale ago da biopsia cerebrale introducendo al suo interno una sottilissima telecamera a fibra ottica, che ha lo spessore di un capello umano. Quando l'ago viene inserito nel cervello, la fibra ottica invia un impulso di luce infrarossa sul tessuto, la cui scansione viene analizzata da un sistema informatico. In presenza di vasi sanguigni il software avvisa il chirurgo, riducendo di conseguenza il rischio di provocare emorragie potenzialmente fatali. I dettagli sull'innovativo ago per biopsie cerebrali è stato pubblicato sulla rivista Science Adavances.