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Entro il 2100 un terzo dei ghiacciai dell'Himalaya – che comprende vette celebri come l'Everest e il K2 – potrebbe sciogliersi per effetto dei cambiamenti climatici. Se non faremo nulla per arginare il riscaldamento globale, la perdita potrebbe arrivare al 75 percento e oltre, ma il 36 percento è destinato a sparire anche raggiungendo l'obiettivo degli accordi sul clima di Parigi, ovvero un aumento delle temperature limitato a 1,5° centigradi in più rispetto all'epoca preindustriale. Le conseguenze saranno catastrofiche per circa 2 miliardi di persone, dato che i ghiacci dell'Himalaya alimentano una decina di importanti bacini fluviali di diversi Paesi, come Cina, India, Pakistan e Afghanistan. Questi fiumi, infatti, garantiscono acqua potabile, irrigazione, energia e risorse. I più esposti sarebbero i 250 milioni di abitanti dell'Hindu Kush-Himalaya (HKH), che vivono principalmente di agricoltura e pastorizia. Cambiamenti estremi del cosiddetto “terzo polo” della Terra, potrebbero innescare migrazioni di massa e distruggere interi settori economici, con conseguenze imprevedibili per tutta l'umanità.

Futuro incerto. A lanciare l'allarme su questo potenziale disastro è stato un team di ricerca internazionale composto da oltre 300 studiosi, tutti riuniti sotto la sigla dell'ICIMOD, il Centro Internazionale per lo Sviluppo Integrato della Montagna, un ente intergovernativo fondato nel 1983 a Lalitpur, in Nepal. Gli scienziati si sono avvicendati per 5 anni sulle vette himalayane, raccogliendo dati sugli effetti del riscaldamento globale per stimare gli scenari futuri. Ma le conseguenze sono evidenti già oggi, dato che rispetto agli anni '70 del secolo scorso risulta scomparso il 15 percento dei ghiacciai. Il fenomeno ha già portato epidemie, frane e inondazioni che hanno avuto un impatto negativo su alcune economie locali. Se non faremo nulla per limitare al l'immissione dei gas serra in atmosfera, in soli 80 anni la temperatura sull'Himalaya potrebbe aumentare di 4-5° centigradi; ciò farebbe sparire fino ai due terzi degli iconici ghiaccia.

Il timore degli scienziati. Per comprendere la gravità della situazione basti pensare alle parole pronunciato dal ricercatore capo che ha condotto le indagini dell'ICIMOD, il dottor Philippus Wester: “Le conseguenze sono piuttosto estreme, siamo attenti e siamo preoccupati”. “È necessaria un'azione urgente sul clima”, ha dichiarato il ricercatore. Anche altri studi avevano previsto un potenziale rischio di perdita di ghiaccio himalayano compreso tra il 45 percento e il 90 percento nel corso del 21° secolo, dunque è necessario agire e in fretta. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati nel documento Hindu Kush Himalaya Assesment.