In soli 50 anni i catastrofici fenomeni naturali legati ai cambiamenti climatici come alluvioni, uragani, tempeste, frane, incendi e ondate di calore estreme non solo sono diventati più numerosi, ma i singoli eventi stanno causando danni sempre più ingenti. Basti pensare che il “conto da pagare” tra il 1970 e il 2010 è aumentato di venti volte per i più devastanti, da 500 milioni di dollari a 10 miliardi di dollari. Ovviamente la maggiore densità degli edifici, il numero di persone e la ricchezza coinvolte giocano un ruolo fondamentale in questo incremento, ma anche al netto di questi fattori i danni risultano sensibilmente maggiorati. In pratica, ogni anno, un evento fra i più distruttivi costa 26 milioni di dollari in più rispetto a quello dell'anno precedente, ciò tenendo in considerazione PIL, ricchezza e popolazione.

A dimostrare il maggiore impatto economico dei disastri naturali è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati italiani della Scuola Superiore Sant'Anna Pisa, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dei dipartimenti di Scienze Geologiche e Statistica presso l'Università Statale della Pennsylvania (Stati Uniti). Gli scienziati, coordinati dal dottor Matteo Cortese del Dipartimento di Eccellenza per l' Economia e la Gestione nell'era della Scienza dei Dati (EmbeDS), sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato un grande numero di disastri naturali avvenuti in tutto il mondo tra il 1960 e il 2014 e legati ai cambiamenti climatici. Cortese e colleghi non hanno verificato in quale misura i danni siano attribuibili ai cambiamenti climatici stessi (per questo saranno necessarie ulteriori indagini), ma hanno potuto tracciare una progressione dei danni in linea con il crescente impatto dei cambiamenti climatici.

Gli scienziati hanno determinato che i danni stanno avendo un'impennata soprattutto nelle aree temperate, come ad esempio in Europa, dove non si verificano in modo sistematico fenomeni naturali catastrofici analoghi a quelli delle regioni tropicali (come gli uragani). Ovviamente nella lista non sono inclusi i terremoti, che esulano dagli effetti dei cambiamenti climatici. Ma l'innalzamento delle temperature (in particolar modo quelle dei mari) catalizzato dai cambiamenti climatici sta facendo nascere e crescere questi fenomeni anche dalle nostre parti, potenziando ad esempio trombe marine e tornado. Basti pensare ai cicloni tropicali mediterranei o Medicane (fusione di Mediterranean e Hurricane) che possono svilupparsi con maggiore frequenza nel Mediterraneo. I fenomeni meteorologici più devastanti sono del resto ritenuti uno dei rischi maggiori legati ai cambiamenti climatici. Conoscere la portata del loro impatto può aiutare le istituzioni a prevenire e gestire meglio le emergenze. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica PNAS.