Rappresentazione di un quasar secondo la Nasa.
in foto: Rappresentazione di un quasar secondo la Nasa.

Dietro il mistero di quel continuo allontanamento delle galassie si nasconde per i fisici la verità sull'energia oscura e il destino dell'Universo. Una posta in gioco che motiva una ricerca alacre e una curiosità che si alimenta delle nuove scoperte. Alla fine del 2013 i ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory coordinati da Andreu Font-Ribera pubblicarono uno studio sulle emissioni radio dei quasar. E' proprio da quella ricerca che il fisico Timothée Delubac e il suo team franco-svizzero sono riusciti a calcolare la velocità di espansione dell'Universo con una precisione prima sconosciuta: 68 chilometri al secondo. Per arrivare a questo numero, i ricercatori hanno utilizzato Boss (Baryon Oscillation Spectroscopic Survey), uno spettroscopio con il quale è stata misurata la distribuzione della materia oscura attraverso le oscillazioni acustiche. David Schlegel, ricercatore presso lo spettroscopio, ha spiegato che "tre anni fa Boss ha utilizzato 14.000 quasar per dimostrare che avremmo potuto fare delle grandi mappe in 3D dell’universo. Due anni fa, con 48.000 quasar abbiamo rilevato le oscillazioni acustiche in queste mappe. Ora, con più di 150.000 quasar, abbiamo fatto delle misure estremamente precise di queste oscillazioni". Andreu Font-Ribera ha spiegato che il margine di errore dei calcoli del suo team è di appena un chilometro e mezzo al secondo.