Credit: Daniel Aplin
in foto: Credit: Daniel Aplin

La carcassa di un calamaro gigante (Architeuthis sp.) è stata trovata spiaggiata lungo la costa meridionale di Wellington, la capitale della Nuova Zelanda. A scoprirla tre fratelli appassionati di immersioni, Matthew, Daniel e Jack Aplin, che si erano recati sul posto proprio per trascorrere qualche ora sott'acqua. L'enorme invertebrato ha catturato immediatamente l'attenzione dei ragazzi, che hanno detto di non aver mai visto prima una simile creatura in quel tratto di mare, ma "soltanto alcuni squali".

I leggendari calamari giganti, del resto, sono invertebrati che vivono nelle profondità degli abissi, e le informazioni sul loro conto sono poche e frammentarie. Anche la tassonomia ha gravissime lacune. Basti pensare che per alcuni studiosi ne esistono otto specie, per altri invece sono soltanto tre, mentre altri ancora ritengono che negli oceani viva una sola specie di calamaro gigante, l'Architeuthis dux.

Qualunque sia la collocazione scientifica dei calamari giganti, sono sicuramente tra gli animali più affascinanti e misteriosi del nostro pianeta. L'esemplare fotografato dai tre subacquei, che hanno pubblicato le fotografie dell'incontro sulla pagina Facebook “OCEAN HUNTER Spearfishing & Freediving Specialists”, quando è morto misurava 4,5 metri, tentacoli compresi. Si ritiene che i maschi adulti possano arrivare fino a 13 metri di lunghezza (le femmine a 10), tuttavia non ne è mai stato trovato uno di queste dimensioni. Non è chiaro cosa abbia ucciso il grosso invertebrato; i ragazzi che lo hanno trovato hanno visto solo una piccola e innocua ferita superficiale all'altezza della testa. Il calamaro era tuttavia privo degli occhi; un vero peccato per chi ne studierà la carcassa, dato che si tratta dei secondi più grandi dell'intero regno animale. Quelli con le dimensioni maggiori appartengono al ‘cugino' calamaro colossale (Mesonychoteuthis hamiltoni), che è anche il più grande invertebrato vivente sulla Terra (si stima possa arrivare a 15 metri di lunghezza). Non a caso si ritiene che molte leggende su spaventose creature marine  – come il Kraken – si basino proprio sull'avvistamento di questi schivi animali abissali, dei quali conosciamo la maggior parte delle informazioni grazie alle analisi degli stomaci dei capodogli (Physeter macrocephalus), i grandi cetacei odontoceti che ne sono i principali predatori.

La carcassa del calamaro è stata recuperata dai biologi marini dell'Istituto nazionale di ricerca sull'acqua e l'atmosfera neozelandese (NIWA), che condurranno un esame necroscopico per provare a capire cosa abbia ucciso l'animale e raccogliere informazioni genetiche e morfologiche. Non è la prima volta che in Nuova Zelanda si spiaggiano calamari giganti, ma in alcune circostanze si è trattato di bufale ‘di successo' che hanno fatto rapidamente il giro del web. In questo caso c'è invece la conferma di un autorevole ente scientifico.