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La cultura popolare partenopea è ricca di leggende e misteri. In tal senso un ruolo di primo piano ce l'hanno sicuramente le storie di fantasmi. I vicoli ei palazzi antichi del centro storico sono zeppi di racconti che fanno gelare il sangue. Dalla Chiesa di San Domenico Maggiore con le sue mura intrise del sangue di due amanti Maria d'Avalos e Fabrizio Carafa, a Palazzo Reale che tra le sue sale, si favoleggia, nasconda misteriose figure danzanti. luci e misteriose figure. Via Donnalbina in prossimità di Piazza Matteotti, Via Donnaromita e Largo Donnaregina al Duomo sono tre luoghi dedicati alla sfortunata storia d'amore delle le tre nobildonne le cui anime, si racconta, vaga in cerca del perdono, dell’amore perduto e della pace tra le antiche vie di Mezzocannone. Ma a non far dormire sonni tranquilli ai napoletani ci pensano anche il munaciello, la bella ‘Mbriana e, ultima in ordine di tempo, una misteriosa apparizione nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Come scrive Il Mattino, tutto sarebbe cominciato con l'allarme lanciato dagli operai che stanno eseguendo i lavori di ristrutturazione nel palazzo che ospita il museo: carriole che cadono improvvisamente, secchi d'acqua che si rovesciano, oggetti che svaniscono. Nessuno ci ha creduto, fin a quando Oreste Albarano, architetto del ministero dei beni culturali e responsabile del cantiere partenopeo, scatta alcune foto per documentare lo stato di avanzamento dei lavori. Tra le immagini viene estrapolata quella di una sagoma indefinita che tanto assomiglia ad una bambina, vestita con abiti antichi. Lo stesso Albarano è più o meno titubante, interpretando la foto come un contrasti di luci e ombre "Non ho mai creduto ai fantasmi – come spiega l'architetto sulle pagine del principale quotidiano campano – ma quando mi hanno detto che non si trattava di un gioco di luci ho pensato che bisognava vederci chiaro e mi sono rivolto agli esperti".

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Arrivano i Ghostbusters, dunque, uomini specializzati e addestrati a scoprire se la presenza soprannaturale è tale o meno. Ma c'è chi non è così convinto che quella nella foto scattata da Albarano sia un bambina fantasma. La soprintendente per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro prende le distanze e dichiara che la notizia sarebbe "del tutto infondata". "Sono notizie prive di qualsiasi fondamento, pura fantasia. Non ci sono ghostbusters in arrivo mandati dal ministero dei Beni culturali. Quella famosa foto è in giro da più di un anno, e con le tecnologie oggi si può fare di tutto", mentre Valeria Sampaolo, direttrice del Museo Archeologico di Napoli, ha aggiunto: "Altro che fantasmi, qui aspettiamo solo turisti in carne ed ossa". Scetticismo anche tra i cittadini: "Si parla di fantasmi al museo ma arrivano tardi – ha commentato un napoletano – ce ne sono ben altri di fantasmi che nel corso del tempo sono spariti, a esempio tutti i fondi dedicati alla cultura che si sono stranamente trasformati in poltergeist o desaparecidos". Teoria che sembra essere confermata anche dalle difficoltà che sta attraversando la struttura dove i lavori sono fermi. Non è però, colpa dei fantasmi: semplicemente non ci sono più fondi.

Ma in quest' ottica, a pensarci bene, un fantasma al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è davvero da scacciare? Tralasciando la storia degli acchiappafantasmi", magari quella della bambina spettro potrebbe essere una buona trovata per attirare i visitatori più curiosi, come del resto accade in altre zone d'Europa.