Una delle rocce con impronte fossili di dinosauro (e non solo) più ricche e affascinanti mai scoperte è stata trovata in un parcheggio del Goddard Space Flight Center della NASA, nel Maryland. In totale, sulla lastra di arenaria lunga 2,6 metri e risalente a 100 milioni di anni fa, nel cuore del Cretaceo, sono state rilevate circa 70 tracce di otto differenti specie animali, tra le quali dinosauri, pterosauri, piccoli mammiferi e invertebrati. Ci sono anche coproliti, ovvero fossili di escrementi di dinosauro. A rendere così incredibile questo prezioso fossile, il fatto che le impronte sono state lasciate nel giro di poche ore – al massimo giorni – da tutti gli animali, mettendo in luce possibili interazioni fra le varie specie e i loro comportamenti.

Tra le orme più evidenti vi sono quelle di un nodosauro, un dinosauro corazzato del quale recentemente è stato scoperto un fossile davvero straordinario. Sulla parte destra della lastra ci sono quelle di un esemplare adulto seguito da almeno un piccolo, mentre sulla sinistra si notano quelle di un un grosso sauropode, ovvero di un cosiddetto “collo lungo”. Oltre agli erbivori, sono presenti anche diversi carnivori teropodi; specie piccole simili al velociraptor, che probabilmente stavano inseguendo alcuni mammiferi. Sono state trovate tracce anche di questi ultimi, tra i quali è stata individuata una nuova specie chiamata Sederipes goddardensis. Questo piccolo mammifero simile a un roditore era in posizione seduta, simile a quella di uno scoiattolo che maneggia una ghianda. A queste orme si accompagnano anche quelle di pterosauri (rettili volanti), di un probabile coccodrillo e anche di un verme.

La roccia è stata scoperta nel 2012 per puro caso da un anziano "cacciatore di fossili", che era in zona per pranzare assieme alla moglie, dipendente della NASA. Il signor Ray Stanford, una vera e propria leggenda nella comunità di appassionati di fossili, si è accorto dell'inconfondibile orma del nodosauro che emergeva da una roccia rossastra. Fu un vero colpo di fortuna, perché in quell'area la NASA stava per costruire un enorme edificio da 31 milioni di dollari. In breve tempo è stata rimossa la pesante roccia di arenaria, e le impronte rilevate sono state studiate a fondo dal professor Martin Lockley dell'Università del Colorado di Denver, che assieme ai colleghi e allo stesso Stanford ha classificato tutte le specie coinvolte. Un calco in resina della lastra è stata esposta proprio alla NASA. I dettagli di questo magnifico reperto sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

[Credit: NASA]