Con Alma, l'osservatorio collocato nel deserto cileno e inaugurato a marzo del 2013, l'occhio degli scienziati è giunto ad oltre 30 milioni di anni luci da noi. Al centro dell'osservazione di due ricercatori si sono trovati altrettanti esemplari del mostro dell'Universo per eccellenza: un buco nero nella galassia NGC 1433 a 32 milioni di anni luce, e un altro in PKS 1830-211 ad 11 milioni di anni luce. Si tratta di due buchi neri quiescenti e particolarmente estesi, ideali dunque all'osservazione scientifica di un fenomeno che continua ad essere un mistero. Il buco nero della NGC 1433 ha mostrato al centro una struttura del gas molecolare a spirale e il più piccolo getto di gas (150 anni luce) mai visto in una galassia esterna. Il fenomeno di PKS 1830-211 ha invece regalato agli osservatori un improvviso getto di energia il cui effetto visivo è stato amplificato e sdoppiato dalla lente gravitazione di una galassia intermedia. L'osservazione, effettuata grazie all'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma) e al telescopio Hubble, potrebbe contribuire a spiegare le dinamiche dei buchi neri e come era l'Universo così, come ci è stato presentato dalle due galassie, 11 e 32 milioni di anni fa.