Nato in Italia un bimbo da una gravidanza senza precedenti, ottenuta grazie alla procreazione assistita dopo il primo trapianto d'utero tra sorelle gemelle al mondo. La donna sottoposta al trapianto e rimasta incinta ha partorito al Sant'Orsola di Bologna un maschio di quasi 3 chilogrammi. Entrambi stanno bene. La trentottenne di origini serbe ma residente in Italia è stata seguita nel suo complesso percorso medico dal dottor Luca Gianaroli, il direttore scientifico della Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione (SISMeR). Si tratta di una struttura privata impegnata nel campo dell'infertilità dal 1994, ed è considerata un'eccellenza a livello internazionale.

E internazionale è anche la portata del pionieristico trapianto d'utero tra gemelle che ha permesso la gravidanza, dato che sono stati coinvolti alcuni tra i massimi esperti mondiali nel trattamento dell'infertilità. La donna cui è stato impiantato l'organo – dopo 5 ore di operazione – nacque senza utero a causa di un difetto congenito, e il suo sogno di diventare madre è diventato possibile grazie alla generosità della gemella, che ha deciso di donarle il suo. Il duplice intervento vero e proprio (l'espianto è durato 10 ore) è stato eseguito nel marzo dello scorso anno presso la Clinica Universitaria Pediatrica di Belgrado, e a coordinarlo è stata l'equipe di specialisti del professor Mats Brännström, direttore della Clinica Stockholm IVF e uno dei ‘padri' della tecnica per il trapianto dell'utero. Fu la sua squadra a eseguire nel 2014 il primo trapianto d'utero – a una donna di 36 anni – dal quale scaturì una gravidanza conclusasi con successo.

Al trapianto tra gemelle hanno partecipato anche il professor Stefan Tullius, direttore della Divisione Trapianti presso il Brigham and Women’s Hospital di Boston – facente capo alla prestigiosa Scuola di Medicina dell'Università di Harvard, e i dottori Milan Milenkovic e Mirorslav Djordjevic.

Attraverso un embrione crioconservato impiantato nell'utero e a tecniche per favorire la gravidanza la donna è infine rimasta incinta, coronando il proprio sogno. "Quella di oggi – ha commentato Brännström dopo la nascita del bimbo – è una pietra miliare sia nel campo della medicina della riproduzione che in quello dei trapianti". "Questo successo si aggiunge a quelli già ottenuti nei trapianti madre-figlia in cui abbiamo una percentuale di bambini nati dell'85%", ha concluso il medico.

[Credit: Marionbrun]