BepiColombo, l'ambiziosa missione planetaria dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dell'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), ha iniziato il suo lungo viaggio verso Mercurio. Come da programma, alle 3:45 in punto ora italiana il razzo Ariane 5 con a bordo le sonde Mercury Planetary Orbiter (MPO) e Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) si è sganciato dalla rampa di lancio della base europea di Kurou nella Guyana francese, accompagnato dagli scroscianti applausi degli scienziati che hanno lavorato per venti anni al progetto, costato 2 miliardi di dollari.

Dopo 26 minuti dal liftoff il piccolo veicolo Mercury Composite Spacecraft (MCS) contenente i moduli scientifici ha raggiunto la giusta traiettoria e si è separato dal razzo lanciatore. Circa un quarto d'ora dopo BepiColombo ha iniziato a comunicare con il centro di comando, scatenando per una seconda volta l'entusiasmo e l'emozione dello staff. Ora è atteso da un lunghissimo viaggio che durerà più di 7 anni, durante il quale percorrerà un tragitto di ben 9 miliardi di chilometri prima di giungere a destinazione, nel dicembre del 2025.

L'enorme distanza, superiore a diverse volte quella che separa la Terra da Saturno, è legata al fatto che il veicolo dovrà fare diverse “frenate” per contrastare la fortissima attrazione gravitazionale del Sole; per questo effettuerà un'orbita della Terra, due di Venere e sei dello stesso Mercurio. Il piccolo pianeta, il più vicino alla stella del Sistema solare, è molto ostico da raggiungere ma anche da studiare, a causa delle elevatissime temperature. Per questo le sonde lanciate sono protette da potenti scudi termici. Ad oggi Mercurio è stato analizzato solo da due orbiter della NASA, il Mariner 10 e il MESSENGER.

Durante il viaggio BepiColombo non resterà comunque con le “mani in mano”; i suoi sensori misureranno con una precisione senza precedenti le orbite della Terra e di Mercurio attorno al Sole, e i dati verranno utilizzati per testare la Teoria della Relatività di Einstein. L'ambizioso compito è affidato allo strumento “Italian Spring Accelerometer” (ISA), del quale il principal investigator è il dottor Valerio Iafolla dell'INAF-IAPS.

L'Isa non è l'unico strumento italiano a bordo di BepiColombo; sono infatti ben 4 su 11, realizzati grazie alla partecipazione di ingegneri e scienziati dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e delle aziende Leonardo Thales Alenia Space e Telespazio. Gli altri tre sono il SERENA, il MORE e il SIMBIO-SYS; analizzeranno assieme agli altri installati sui due orbiter la superficie, l'esosfera, la magnetosfera, il nucleo, il campo gravitazionale e numerosissimi altri parametri di Mercurio. In passato era previsto anche il dispiegamento di un lander, ma i costi troppo elevati del progetto hanno fatto accantonare l'idea. Ora non resta che attendere i 7 lunghi anni di viaggio nel Sistema solare.