La probabile causa della seconda esplosione riportata nella serata di ieri a Beirut – quella registrata dagli innumerevoli video circolati nelle ultime ore – sarebbe da ricercare in una enorme quantità di nitrato di ammonio immagazzinata in modo non sicuro all'interno di un magazzino. Il primo ministro libanese, Hassan Diab, ha parlato di 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio esplose in seguito, pare, alla prima esplosione di un deposito di fuochi d'artificio. Il materiale chimico era stato trasportato a Beirut via nave nel 2013 ed era stato immagazzinato senza precauzioni di sicurezza. Ma cos'è questo componente chimico?

Il nitrato di ammonio è un composto industriale utilizzato principalmente per i fertilizzanti perché rappresenta una buona fonte di azoto per le piante. Non solo, viene usato anche per realizzare esplosivi da miniera: il materiale chimico non è esplosivo di suo ma è un ossidante, cioè è in grado di intensificare gli effetti di un'esplosione fornendo ossigeno al fuoco. Ma l'esplosione è un effetto non semplice da ottenere perché richiede particolari circostanze, tra cui la presenza di olio. Nel caso di Beirut, potrebbe essere successo proprio questo: in qualche modo il nitrato di ammonio deve essere stato contaminato da sostanze esterne (probabilmente olio) e il fuoco generato dalla prima esplosione deve aver avviato il decadimento del composto, portandolo all'esplosione.

La nuvola di ossido d’azoto
in foto: La nuvola di ossido d’azoto

Questo processo genera ossido d'azoto e vapore acqueo (visibili nei video) con un rilascio rapido di questi gas che infine provoca l'esplosione. Elemento che, peraltro, non rappresenta necessariamente il pericolo più grande: come dimostrano le fotografie successive all'esplosione, un evento di questo tipo rilascia una serie di inquinanti potenzialmente dannosi per la salute. Se infatti da un lato i composti chimici svaniscono relativamente in fretta, elementi come l'ossido d'azoto possono continuare a diffondersi. Si tratta della grande nuvola rossa presente nei cieli della città e composta, appunto, da ossido d'azoto. Questo composto, presente anche nell'inquinamento cittadino, può irritare il sistema respiratorio e mettere a rischio le persone con problemi respiratori. La scomparsa della nuvola rossa può richiedere diversi giorni a seconda del meteo.

L'esplosione del magazzino di nitrato di ammonio ricorda quella simile avvenuta a Tianjin nel 2015, dove una serie di esplosioni hanno devastato diversi magazzini contenenti grandi quantità di materiale chimico e provocato la morte di 170 persone. Se le stime sulla quantità di nitrato di ammonio presenti nel magazzino di Beirut si rivelassero vere, l'esplosione di ieri sera sarebbe ancora più grande di quella che ha caratterizzato il disastro di Texas City nel 1947, quando 2.300 tonnellate di nitrato di ammonio sono esplose uccidendo 500 persone e creando un'onda di marea alta 4,5 metri.