Mezzo milione di persone in tutto il mondo sono state infettate da batteri che resistono agli antibiotici. Il drammatico dato è stato diffuso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel primo rapporto dedicato alla sorveglianza dell'antibioticoresistenza, e si tratta di una chiara sottostima dei numeri realmente coinvolti, per diverse ragioni. Innanzitutto, nel computo totale non sono state conteggiate le infezioni multiresistenti relative ai batteri che provocano la tubercolosi (TBC), come il Mycobacterium tuberculosis, che nel 2016 sono state quasi 500mila. Inoltre questo dato si riferisce solo a 22 dei 52 Paesi che collaborano con l'OMS nel sistema Global Antimicrobial Surveillance System (Glass), un progetto avviato nel 2015 per monitorare l'antibioticoresistenza, considerata una vera e propria emergenza sanitaria globale.

Tra i batteri più comuni che hanno manifestato resistenza vi sono l'Escherichia coli, lo Streptococcus pneumoniae, il Klebsiella pneumoniae, lo stafilococco aureo (Staphylococcus aureus) e altri ancora, con un grado di resistenza (anche multipla) molto variabile da nazione a nazione, compreso tra lo 0 e l'82 percento. Per quanto concerne la resistenza alla penicillina, uno degli antibiotici per eccellenza, nei 22 Paesi che hanno rilasciato i dati si è manifestata in un intervallo compreso tra lo 0 e il 51 percento. Le infezioni al tratto urinario legate all'Escherichia coli hanno invece presentato una resistenza alla ciprofloxacina tra l'8 percento e il 65 percento.

Dati parziali ma significativi, che giustificano la preoccupazione degli esperti: “Il rapporto conferma la grave situazione di resistenza agli antibiotici in tutto il mondo, ha sottolineato il dottor Marc Sprenger, direttore del progetto contro l'antibioticoresistenza dell’OMS. “Alcune delle infezioni più comuni del mondo e potenzialmente più pericolose, si stanno dimostrando resistenti ai farmaci”, ha aggiunto lo specialista.

Secondo un recente rapporto del Review on Antimicrobial Resistance, entro il 2050 questi “super batteri” potrebbero uccidere ogni anno 50 milioni di persone, una ogni 3 secondi. Se il dato appare drammatico in prospettiva, basti pensare che già adesso le infezioni batteriche contratte in ospedale uccidono 7mila italiani ogni anno, il doppio dei decessi provocati dagli incidenti stradali. Il batterio che manifesta la maggior resistenza nel nostro paese è Klebsiella pneumoniae, tuttavia ve ne sono diversi altri a preoccupare le autorità sanitarie. Per arginare il fenomeno dell'antibiotico resistenza, catalizzato soprattutto dall'uso improprio dei farmaci antibiotici, il GISA (Gruppo italiano per la stewardship antimicrobica) ha recentemente presentato al Ministero della Salute un decalogo per sensibilizzare l'opinionione pubblica sul tema e migliorare le procedure nelle strutture sanitarie. È stato messo a punto in collaborazione con numerosi specialisti di fama internazionale.

[Credit: Geralt]